domenica 31 agosto 2014

Mozione discriminatoria: informata la rete Ready


L'associazione Arci ArticoloTre ha informato la rete delle amministrazioni locali contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Ready), rete di cui il Comune fa parte, che il Consiglio comunale di Palermo ha approvato una mozione dal profondo contenuto discriminatorio.


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FIRMATE L'APPELLO E FATE GIRARE!
Purtroppo stanno presentando in tutta Italia mozioni di questo genere, quindi quando chiediamo insieme a voi la revoca della mozione palermitana non stiamo pensando solo agli effetti di questa sul territorio cittadino, ma guardiamo ad una battaglia a livello nazionale sui diritti delle persone LGBT che dobbiamo vincere a breve.
http://www.buonacausa.org/cause/revocatelamozionechediscrimina




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APPROFONDIMENTI:
http://articolotrepalermo.blogspot.it/2014/08/revocate-la-mozione-che-discrimina.html
http://articolotrepalermo.blogspot.it/2014/08/alle-consigliere-e-ai-consiglieri-del.html
http://articolotrepalermo.blogspot.it/2014/08/unioni-civili-il-consiglio-comunale-di.html

mercoledì 27 agosto 2014

Revocate la mozione che discrimina!

L'Associazione Omosessuale ARCI Articolo Tre "Salvatore Rizzuto Adelfio" chiede al Consiglio comunale di Palermo di revocare la mozione - da questo approvata - per l'istituzione della "festa della famiglia naturale", perché il testo in questione dichiara la volontà politica di discriminare tutte le relazioni affettive e tutti i nuclei familiari su di esse fondate, che non siano basati sul matrimonio tra uomo e donna. Al contrario, per Articolo Tre, con la sua mozione il Consiglio comunale avrebbe dovuto promuovere l'istituzione di una festa per tutte le tipologie di famiglie. 
L'Associazione chiede alla conferenza dei capi gruppo del Consiglio comunale di Palermo un incontro nel quale il movimento LGBT cittadino possa illustrare la sua posizione in merito alla mozione suddetta. 
Inoltre chiediamo alle cittadine e ai cittadini di sostenere questa battaglia di civiltà che non riguarda solo lesbiche, gay, bisessuali e trans, ma tutte le persone. Purtroppo stanno presentando in tutta Italia mozioni di questo genere, quindi quando chiediamo insieme a voi la revoca della mozione palermitana non stiamo pensando solo agli effetti di questa sul territorio cittadino, ma guardiamo ad una battaglia a livello nazionale sui diritti delle persone LGBT che dobbiamo vincere a breve.

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A partire da martedì 2 settembre sarà possibile firmare la petizione anche su moduli cartacei recandosi a Palermo al PYC in Via Giuseppe De Spuches 20 ogni sera dalle ore 19





lunedì 25 agosto 2014

Alle consigliere e ai consiglieri del Comune di Palermo

Care consigliere, cari consiglieri del Comune di Palermo,
in data 7 agosto avete approvato una mozione che impegna il Comune ad istituire la giornata della famiglia naturale, iniziativa che verrà presentata nel dettaglio il 26 agosto con una conferenza stampa alla quale, oltre che alcune forze politiche (come è comprensibile), parteciperanno anche un esponente del forum vita famiglia educazione e, addirittura!, il presidente di cristiani per la nazione.
Come associazione omosessiale, a differenza di chi si fa promotore di una cultura secondo la quale i diritti sono in competizione tra loro, una cultura secondo la quale riconoscere i diritti di qualcuno è una minaccia per i diritti di qualcun altro (con evidente confusione tra i concetti di “cancellazione” e di “estensione”), noi pensiamo che una città possa accogliere le celebrazioni più svariate e quindi far convivere persino un Pride ed un Family Day. Con una evidente differenza, rispetto alla visione del vostro collega consigliere Figuccia: noi non abbiamo mai inteso il Pride come un evento “contro”: non è una protesta contro le coppie sposate! Mentre il carattere del Family Day come evento a tutela delle famiglie naturali CONTRO altri soggetti che Figuccia simpaticamente definisce “surrogati”, appare palese da numerosi comunicati stampa ed interviste finora rilasciate dal suddetto consigliere. Egli certamente può farsi forte del successo della sua mozione, approvata da 30 dei 34 consiglieri presenti.
Noi siamo un soggetto associativo, mentre voi rappresentate un'istituzione; anzi, voi siete i rappresentanti dell'intera Città di Palermo, quindi voi dovreste avere il compito ed il dovere di interrogarvi sul significato innanzitutto “culturale” delle mozioni che votate; dovreste, insomma, vivere con un certo disagio il fatto che poco più di un anno dopo aver votato quasi all'unanimità (attraverso l'istituzione del Registro delle unioni civili) per l'affermazione del concetto che esistono forme plurali di famiglie che necessitano comunque delle stesse tutele e a cui spettano uguali diritti, decidete di votare un atto ufficiale col quale sostenete che tra tanti istituti “pari” (e come vedete non usiamo la parola “uguali” perché anche noi conosciamo la Costituzione) ne esiste uno “più pari” degli altri; una famiglia che è più famiglia di tutte le altre. E mentre al fervore di Figuccia si possono perdonare anche scivoloni culturali dovuti alla sua incapacità di distinguere il dovere di laicità connesso alla sua funzione dalla sua fede religiosa, appare invece meno comprensibile come (e sono i numeri a darcene conferma) molti/e consiglieri/e possano aver votato con tranquillità entrambe le mozioni. Al di là del contenuto formale del documento da voi approvato, ciascuno/a di voi conosceva bene il senso che tale mozione aveva per il suo proponente ed il peso politico che egli avrebbe dato al vostro voto favorevole: del resto conoscete il consigliere Figuccia molto meglio di noi. E questo, consentitecelo, vi porta abbondantemente fuori da ogni alibi costruito sulla buona fede; e rende anche impossibile ed ingiusto che oggi ce la si prenda solo con Figuccia.
Ecco perché, con la presente, è a voi e non a lui che noi chiediamo spiegazioni e garanzie e, soprattutto, un impegno: chiarite al più presto e pubblicamente il senso del vostro voto favorevole a questa mozione così poco coerente con una Città che dice di voler guardare al futuro. Spiegate, per favore, come si concilia l'istituzione di una giornata della famiglia naturale CONTRO tutte le altre forme di famiglia con un progetto, vivo fino a pochi mesi fa, di Palermo capitale europea della cultura fondato ANCHE sulla tutela dei diritti di TUTTE le differenze. Chiariteci anche, è vostro dovere di nostri/e eletti/e che senso date nel 2014 al concetto di “naturale” a proposito di famiglie, e se vi è sfuggito il fatto che interi decenni di studi sociali hanno dimostrato che la famiglia fondata sul matrimonio è una costruzione culturale che non ha un bel niente di naturale. Spiegateci, cortesemente, la relazione tra il testo da voi votato e l'interpretazione che il vostro collega consigliere Figuccia ne da agli organi di stampa: realmente avete voluto affermare che esistono famiglie “vere” e famiglie “surrogate”? Realmente avete voluto affermare che i minori possono essere adeguatamente educati e curati SOLO dentro una famiglia fondata sul matrimonio? Vi sfugge forse la vicenda di quella coppia omosessuale che, grazie ANCHE all'esistenza del Registro delle unioni civili da voi approvato, ha recentemente ottenuto l'affidamento di un ragazzo? Perché se non vi sfugge, allora sembra quasi che vogliate oggi prendere le distanze da quanto di buono voi stessi/e avete fato negli anni appena trascorsi.
Oltre alle risposte a queste domande, vi chiediamo anche una cortesia: vista la vostra vicinanza a lui sugli scranni del nostro Consiglio comunale, fate presente al consigliere Figuccia che quando un cattolico praticante arriva al punto (come lui ha fatto sugli organi di stampa) di presentarsi come custode dei valori cristiani assai più di un arcivescovo e, in generale, delle gerarchie della chiesa, non siamo più dinanzi ad un esempio di “fede”,  ma dinanzi ad un integralismo sul limite addirittura dell'apostasia. Ed è realmente grave per una istituzione farsi scrivere le mozioni e/o farsi mettere le parole in bocca da chi esibisce con orgoglio un così basso rispetto non solo per la cultura, per la storia e per le persone, ma addirittura anche per il proprio credo religioso.


ARCI Articolo Tre Palermo “Salvatore Rizzuto Adelfio”

Associazione Omosessuale
 
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Le consigliere e i consiglieri presenti in aula che hanno votato SI alla mozione presentata da Angelo Figuccia, come risulta da verbale:
Federica Aluzzo, Serena Bonvissuto, Giorgio Calì, Salvatore Calò, Paolo Caracausi, Juan Diego Catalano, Giuseppe Faraone, Fabrizio Ferrara, Angelo Figuccia, Nicolò Galvano, Orazio La Corte, Giovanni Lo Cascio, Maurizio Lombardo, Gaspare Lo Nigro, Alberto Mangano, Giuseppe Maniaci, Francesco Mazzola, Andrea Mineo, Filippo Occhipinti, Massimo Pullara, Girolamo Russo, Antonino Sala, Luigi Sanlorenzo, Francesco Scarpinato, Aurelio Scavone, Nadia Spallitta, Giulio Tantillo, Fausto Torta, Pia Tramontana, Alessandra Veronese.

Ecco chi si è astenuto:
Rosario Filoramo, Sandro Leonardi, Salvatore Orlando, Rita Vinci

Unioni civili: il Consiglio Comunale di Palermo fa marcia indietro?

SENZA PAROLE!
Il Consiglio comunale di Palermo, a distanza di un anno dall'istituzione del registro delle unioni civili, ha approvato una mozione presentata dal consigliere Figuccia che impegna la Giunta ad individuare una giornata per la "festa della famiglia naturale fondata sull'unione tra uomo e donna" contro "...qualunque tentativo di introdurre nell'ordinamento giuridico disposizioni normative tali da alterare la stessa struttura della famiglia, comprimere i diritti dei genitori all'educazione dei propri figli, ignorare l'interesse superiore dei minori a vivere, crescere e svilupparsi all'interno di una famiglia naturale..."
Tutto questo è paradossale oltre che molto grave, abbiamo appreso la notizia questa mattina e ora valuteremo le azioni da intraprendere.
Chiediamo intanto al Sindaco Orlando e agli assessori competenti di esprimersi sulla vicenda.

ARCI Articolo Tre Palermo "Salvatore Rizzuto Adelfio"
Associazione Omosessuale

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seduta del 07/08/2014 Deliberazione n. 240

Presenti 34
Votanti 30
votano si 30
astenuti 4 (Vinci, Filoramo, Leonardi, Orlando)


qui il testo approvato
https://servizionline.comune.palermo.it/portcitt/viewDocument?col=ALLEGATI&idx=0





domenica 24 agosto 2014

25 agosto: il PYC riapre!


Troppi giorni sono passati dall'ultima volta che ci siamo visti. Chi ha girato il mondo, chi ha goduto in Sicilia, chi è stato a casa a rilassarsi... anche se il caldo si sente e come, le vacanze sono quasi finite. Tra poco dovremo tornare alle nostre abitudini. Meglio non perdere però le migliori delle nostre abitudini: Lunedì 25 riapre finalmente il circolo più INCLUSIVO di Palermo. Vieni a raccontarci della tua estate immerso nella splendida atmosfera del nostro giardino, sorseggiando una bella birra atturrunata, e rivedendo tutta la grande famiglia #PYC. Ti aspettiamo!!!

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Ti ricordiamo che il PYC non è un locale ma un centro di aggregazione giovanile. Il Pyc è fatto da noi per noi. Abbiamo bisogno anche del tuo contributo per fare di questa realtà un punto fermo per i giovani palermitani. Tutti abbiamo qualcosa da condividere e mettere a frutto. Per questo non esitare nel contattarci, perchè le tue idee e i tuoi spunti potranno essere realizzati nel circolo più INCLUSIVO di Palermo!

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L'ingresso è esclusivamente riservato ai soci ARCI. La tessera è obbligatorissima. Chi la possiede è il benvenuto. Chi non ha ancora acquistato la tessera potrà farlo in associazione al costo di 5€ comprensivi di una consumazione di benvenuto. (nessuna eccezione)

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Ci siete mancati, vivete il PYC responsabilmente!


evento FB: https://www.facebook.com/events/1469000130019768/

Passeggiate mattutine di Salvatore Rizzuto Adelfio

Ad un anno dalla scomparsa di Salvatore Rizzuto Adelfio (25 agosto), pubblichiamo alcune sue foto e un suo scritto a cura di Filippo Messina

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di Salvatore Rizzuto Adelfio

La mattina passeggio sul lungo mare. Una specie di purificazione quotidiana. Mi allenta i pensieri e mi distraggo. Forse sarà lo stesso per tutte le persone che vedo correre la mattina, chi più o meno speditamente. Ognuno una sua cadenza. Ognuno un suo percorso. Ognuno un suo pensiero.

Per ristorare la mente basta anche un solo minuto al giorno. Ma che sia tutto silenzio.

Un tale sembrava Don Juan di Castaneda. Seduto, al centro della panchina, tra due ficus. Si alzò aiutandosi con il bastone da passeggio. Venne verso di me e ci salutammo. Camminammo affiancati senza parlare. Ad un trattò si girò e sparì.

Un cane sta attraversando la strada. Si ferma al mio passaggio a metà carreggiata e mi guarda girandosi. Continuo a camminare e con la coda dell'occhio vedo che continua a fissarmi. Non un pelo del mio corpo ha potuto fare a meno di drizzarsi.

Si aggira circospetto attorno ai cestini dei rifiuti. Riuscendo a trovarvi qualcosa di commestibile. Per colazione va bene anche un pezzo di pizza abbandonata.

Un pescivendolo si allontana dal mercato ittico con il suo ape carica di vassoi di polistirolo pieni di pesce. Un ragazzo in motoretta lo segue affiancadosi a sinistra. Allunga il braccio sinistro e con la mano solleva uno dei vassoi e rallenta . L'ape continua la sua corsa verso il mercatino. Il ragazzo fa inversione e torna indietro. Posiziona meglio il carico sul braccio. Poi accelera trionfante.

Belle le passeggiate mattutine, quando la città è tranquilla e l'aria fresca ti fa sentire in un posto europeo. Ma si incontra sempre qualcuno che ti sbatte la realtà in faccia brutalmente. E tu dici : "ah, 'mpalermu sugnu".

Cinque di domenica mattina. Il sole non è ancora sorto. Faccio quella che ormai è diventata la mia solita passeggiata mattutina. Un modo per lavare i pensieri e lasciare emergere visioni positive. Un procedimento mistico di mutazione. Dal piombo all'oro. Nel viale vicino la villa a mare, dalla parte di Sant'Erasmo, ci sono diverse macchine posteggiate. Ricerca di incontri furtivi. Nell'oscurità dei viali ombre che attraversano il buio. Alle volte sembrano alberi che camminano. Evito i viali, dove non si vede nulla, e arrivo fino al mare. E' ancora buio. Torno indietro in attesa che faccia più luce. Vedo dei ragazzi su un ciclomotore ma non ci bado più di tanto. Dopo pochi minuti vedo una luce proveniente da dietro. Penso che sia una macchina. Poi un ragazzo mi si avvicina da uno strattone al mio borsello e lo porta via. Cerco di raggiungerlo, ma poco più avanti un complice lo aspetta sul ciclomotore. Mentre lo rincorro e sto quasi per raggiungere il ragazzo che ha fatto lo scippo, l' altro mi grida diverse volte: “Lassalu iri... Lascialo andare!” Minaccioso ripete: “Lassalu iri, sai?”. Se ne vanno con... le mie chiavi di casa e del negozio, il cellulare, il portafoglio con carta d'identità, carta bancomat, una piccola videocamera. E altre cose con le quali c'era un legame affettivo: il portachiavi regalatomi da un amico; la memory card inserita nella videocamera con centinaia di foto. La foto di Boris che portavo sempre con me, un pizzino con delle note, roba inutile, ma alla quale ero legato. Tutte cose a me più care di tutti i documenti, ma che non trovano posto nella denuncia alla polizia. Cercavano soldi. Due ragazzini visti appena di sfuggita dall'apparente età di diciott'anni. Magari hanno provato per concludere, il sabato notte, con una sballata o una scopata con una pulla. Invece hanno portato via cianfrusaglie per loro inutili. Una scarica di adrenalina e zero euro. La mutazione mistica prevede esperimenti non riusciti. Il piombo può restare piombo. Non importa cosa accade, è importante come noi reagiamo. O risalire faticosamente la china da soli, o lasciarsi andare vittima del mondo esterno.

Il segreto è trovare la spinta. Alzare, come dicono alcuni buddisti, il livello vitale. Più è basso, più si è demotivati e depressi. Alzarlo è dare un obiettivo anche minimo alla giornata e trovare bellezza ovunque si posi lo sguardo. Appena uscito dal portone ho sentito dei lamenti. Mi sembrava ci fosse nel vicolo una ragazza che stesse male. I lamenti erano abbastanza forti. Sono andato a sbirciare nel buio della stradetta. Una figura femminile piegata con le mani appoggiati al muro. Dietro di lei una figura maschile. Ops...non stava tanto male ho capito. Nel vicolo più avanti c'è una gatta nera. Spesso mi viene incontro perché sa che le lascerò dei croccantini. La osservo mentre mi fa festa alzando la coda, facendola vibrare. Le metto quello che si aspetta per terra. La guardo per un poco mentre mangia e poi proseguo la passeggiata. Il bar all'angolo è il primo ad aprire. Mi faccio fare un cappuccino. Il barista mai allegro e sempre silenzioso. Tiene la radio accesa sintonizzata su un canale che trasmette “musica italiana”. Anzi “solo musica italiana”. Non sempre gradevole.
“Lo vuoi fatto un pompino” mi dice un ragazzo appoggiato al cancello della villa a mare. Gli rispondo: “Grazie, preferisco di no” e mi avvio sul lungo mare. Lui continua a fumare, aspettando la prossima scommessa. Nello spiazzo alcune macchine posteggiate. Che lasceranno per terra, prima di andare via, fazzolettini umidi e preservativi. Condom soprattutto rossi. Quelli usati dalle prostitute locali. Sul prato gabbiani che passeggiano dinoccolati. E poi cornacchie, rondini, merli e anche una colonia di pappagalli verdi. E naturalmente cani e gatti randagi. Sulla spiaggia: una sardina. Ancora viva e guizzante. Sul molo una gatta. In cerca di cibo. La sardina è appena lambita dalle onde. La gatta è attratta dai movimenti del pesce. Salta dal molo, aspetta che l'onda si ritiri. Afferra con la bocca la preda. La coda della sardina si muove ancora. Trionfante, la gatta va a portare la sardina fra gli scogli. Dove probabilmente erano nascosti dei cuccioli. Poco dopo esce e ritorna sulla spiaggia a controllare la presenza di altre prede. Al ritorno seminascosto da un cespuglio, un ragazzo eccitato mostra la sua mercanzia. Quasi fosse un piattino per l'elemosina. E il sole non è ancora sorto.
All'orizzonte una nave in arrivo.

Ogni pagina bianca
è un buon inizio
Ogni segno tracciato
è un ottimo indizio
Quando si naviga nel nulla
ogni buona azione
può diventare un vizio








venerdì 22 agosto 2014

Bisex generation

Pubblichiamo un interessante articolo sulla bisessualità tra i giovani, guarda soprattutto al mondo femminile

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tratto da http://espresso.repubblica.it/

Benvenuti nell'era della bisex generation

Se la modernità è liquida, l'identità sessuale si fa fluida: aperta a ogni possibilità. Etero, gay? Superati. Il mondo si scopre bisessuale. Anzi, "flexisexual": insofferente a limiti e barriere

DI ROSELINA SALEMI

La bisessualità è un’opinione? Una trasgressione? Un’inclinazione? Frutto dell’incertezza - come la vede Pedro Almodóvar - o forma di par condicio, impazza sulle pagine della stampa internazionale. Il “New York Times” avvia un dibattito che spazia dalla “teoria queer” (secondo cui l’identità sessuale è costruita socialmente) al post-femminismo con autorevoli interventi del movimento Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans). Il “Nouvel Observateur” registra l’attitudine “bi-cool” delle ragazze francesi (vedere il sito Bi’cause). Sull’“Express” quindici-venticinquenni si chiedono perché mai scegliere e decidono di esplorare una terza via, all inclusive. Alla fine si arriva alla nostra “posta del cuore”: tale Valentina confida l’attrazione per una massaggiatrice alla sessuologa Marinella Cozzolino, sul settimanale “Effe”: «È successo qualcosa di strano e inaspettato, visto che ho sempre pensato di essere etero (ho 35 anni, un compagno e un figlio). Insomma, mi sono eccitata. Sentire le sue mani calde lungo la schiena e sfiorare i glutei mi dava una sensazione di enorme piacere e ammetto, se fosse scesa più in basso, non l’avrei fermata. Per tutto il giorno mi è rimasta una gran voglia di fare l’amore. Sono bisessuale?». La dottoressa risponde, rassicurante: «La sessualità non ha schemi, non ha regole, non ha nomi. Se ci rifletti, capisci da sola che non ti cambia niente sapere se sei etero, omo o bi. La sessualità ci rende capaci di sperimentare emozioni diverse e incredibili».
Se gli americani valutano che il 2-6 per cento della popolazione mondiale sia bisex e la sondaggistica inglese e francese fissa intorno al 20 la percentuale di donne disposte a “sperimentare”, da noi non esistono studi sui bisex né analisi statistiche, salvo un’Istat del 2012. Tra gli intervistati, un milione si è dichiarato omo o bi, altri due milioni hanno ammesso di aver provato innamoramento o attrazione, o di essere andati a letto, con persone dello stesso sesso. Per Paolo Valerio, professore di Psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli e presidente dell’Osservatorio Nazionale Identità di Genere (Onig), due milioni sono solo la punta dell’iceberg. «Di tutto quello che si agita sotto la superficie della “normalità” possiamo avere un’idea leggendo i dati che riguardano il cybersex, che in Italia è al terzo posto nelle fonti di pubblicità sul web. Lì puoi essere bisessuale e trisessuale, uomo, donna o quello che vuoi». Umberto Veronesi, scienziato ed ex ministro della Salute, aveva portato lo scompiglio già nella sonnolenta estate del 2007 profetizzando un futuro bisex per tutti. In sintesi: la specie umana si va evolvendo verso un “modello unico”, le differenze tra uomo e donna si attenuano, il sesso non è più l’unica via per procreare. È l’evoluzione naturale della specie, che prenderà consistenza fra due o tre generazioni.

Dobbiamo accettare l’idea di vivere una lunga transizione che rende sempre più labili le frontiere. Per le basi teoriche dello sconfinamento va letto “Sexual Fluidity: Understanding Women’s Love and Desire” di Lisa Diamond, accreditata docente di psicologia all’Università dello Utah. L’identità sessuale può cambiare diverse volte nel corso della vita, si è attratti dalla persona e non dal genere, il desiderio non ha regole rigide, per cui benvenuti nell’era della fluidità. Piccola nota: le donne sono esploratrici spregiudicate e disponibili, gli uomini continuano a proclamarsi fieramente etero anche quando hanno relazioni con trans.

L'ESEMPIO DELLE CELEBS
Il mondo delle it-girl, un mix di musica, cinema e moda, è impregnato di pragmatismo. Perché mettere limiti all’attrazione? O nasconderla? Rita Ora (ex Bruno Mars, ex Rob Kardashian) e Cara Delevingne (ex Harry Styles degli One Direction), una cantante, l’altra top model, si sono fidanzate e hanno postato tenere foto su Twitter. Rita ha confermato a "The Sun": «Cara è mia». Cara l’ha chiamata “mogliettina” ma poi si è fatta vedere avvinghiata a Michelle Rodriguez. Kristen Stewart dopo Robert Pattinson è andata in giro con Tamra Natisin, gay dichiarata e assistente di Katy Perry, la madrina del “kissing girl”, che canta “Stanotte ho baciato una ragazza e mi è piaciuto”. Avvistate insieme, vestite da maschiacci, hanno fatto strillare al “National Enquirer”: tra loro c’è una storia. Lindsay Lohan ha avuto una vagonata di uomini e una sola fidanzata importante, Samantha Ronson. Da etero, si è dichiarata bisex e poi straight. Ancora più elasticaMaria Bello (attrice di “History of Violence” e “The Company Men”) che ha un figlio di 12 anni: rivelando la lunga storia d’amore con la sua migliore amica sul NYT, si è definita una “whatever” (“qualsiasi cosa”).

Il termine “Flexisexual” serve, se non altro, a mettere ordine tra le varianti sentimentali. Tante. Donne che amano altre donne, ma a un certo punto decidono di sposare uomini specialissimi: è il caso di Amber Heard e Johnny Depp, ma anche di Chirlane McCray, attivista lesbica, oggi moglie del sindaco di New York Bill de Blasio. Donne che hanno avuto il loro momento di confusione (Megan Fox: «A 14 anni mi ero innamorata di una  stripper russa di nome Nikita») ed è passato. Donne che si baciano per il gusto della provocazione: Sandra Bullock e Meryl Streep, Madonna e Christina Aguilera. Lo stile flexi è un ombrello piuttosto ampio. La versione di Drew Barrymore: «C’è sempre un innamoramento fisico nella più profonda amicizia femminile». La versione di Cameron Diaz: «Prima o poi capita a tutte di essere attratte sessualmente da un’altra donna». Alla ricerca della definizione giusta c’è chi parla di “lesbo light”, o di “Generazione B” (sta per B-sex o amBigua), ma insomma, se due ragazze si baciano non è detto che siano gay. Capita. Anna Paquin, eroina di “True Blood”, ha ammesso di essere bisex nel 2010, però ha sposato Stephen Moyer ed è diventata mamma di due gemelli. Cambiato idea? Per niente. Era e resta Bi. «Mi piacciono uomini e donne: il sesso non è determinante nella scelta del partner». Viva la sincerità. Copione identico per la pallida Evan Rachel Wood, ex di Marilyn Manson e moglie di Jamie Bell, che confessa una cotta per Milla Jovovich. “Esquire” le chiede: «Hai relazioni con delle donne?», lei risponde: «Certo, e sono io la più maschile, quella che vuole il controllo. Non credo ci sia niente di anarchico nella bisessualità. Sono in contatto con me stessa e con ciò che mi rende felice. Da che mi ricordo, sono così». Non si tratta di novità assolute. Nella sua autobiografia Marianne Faithfull, cantante, musicista, ex compagna di Mick Jagger negli anni Sessanta, confessa di aver avuto una girlfriend, la bella e aggressiva Anita Pallenberg. Differenza sostanziale: prima era proibito, adesso è cool. Bi Cool. 




PROBLEMA BISEX
 C’è un problema, però: «I bisex stanno antipatici quasi a tutti, tanto da far parlare dibifobia», spiega Paolo Valerio: «I gay rivendicano la vita di coppia, chiedono di sposarsi e adottare bambini. I trans affrontano dolorose operazioni per diventare uomini o donne e avere un altro nome sulla carta di identità: invece di intervenire sulla società per farsi accettare, intervengono sul corpo. In un mondo che vuole tutto bianco o nero, i bisex rappresentano le zone grigie, o meglio ancora, arcobaleno. Vanno dove li porta il desiderio, non accettano etichette e questo spaventa. Ma dobbiamo prendere atto del mutamento. Due sole caselle, maschio e femmina, etero e omo, sono limitanti. Il transgenderismo è il futuro della specie umana». La bandiera dell’orgoglio bisessuale esiste già. L’ha disegnata nel 1998 Michael Page. La striscia in alto, magenta, rappresenta l’orientamento omosessuale, la blu, quello etero. La terza più piccola, al centro, di colore viola, indica l’unione tra le due.

A sventolarla sono pochi, almeno per ora, in Italia. Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro dell’Ambiente si è definito bisex, ma cattolico («perciò se mi sposo sarà con una donna») nel 2000, Daniele Capezzone nel 2006, quando era presidente della commissione Attività produttive della Camera.Alessandro Cecchi Paone ha dichiarato la propria “omoaffettività” nel 2004, e la bisessualità poco dopo, prima del coming out gay. È stato lui un paio d’anni fa a rivelare l’esistenza di un calciatore bisex nella nazionale azzurra: si è scatenato un pollaio. Luca Calvani, naufrago dell’“Isola dei Famosi”, parla di un suo lato femminile forte. «Meglio quello che evasore fiscale. Mi è capitato di guardare uomini e di interrogarmi, alcuni mi hanno affascinato. Come umani siamo infiniti. Posso avere provato esperienze insolite, esser stato a letto con chi mi pare, ma ogni cosa l’ho fatta per amore». Naike Rivelli ha raccontato senza problemi la sua prima storia con un’attrice: «È durata tre anni, in mezzo alle relazioni con due uomini». Gianna Nannini si è definita polisessuale prima che Lisa Diamond coniasse il termine flexisexual. Rifiuta il termine bisex: le sembra di escludere “un sacco di gente”. Paolo Valerio le darebbe ragione.

CHE COSA PENSANO GLI ADOLESCENTI
Psicologi, psichiatri, esperti di neuroscienze invocano un nuovo rapporto Kinsey ma, in attesa di approfondimenti, tra i ragazzi delle scuole superiori proclamarsi bisex è quasi automatico e in qualche modo obbligatorio. «Altrimenti sei antica», racconta Ester, diciottenne siciliana, bruna, bellissima, corteggiata «più dalle ragazze che dai ragazzi». Ci pensano la musica e la moda a rendere seducente l’idea. La clip di Rihanna e Shakira, con languide atmosfere bordo piscina, induce in tentazione. La pubblicità di Miu-Miu con Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos, che replica in versione light le atmosfere lesbo del film “La vie d’Adèle”, vincitore della Palma d’Oro 2013 a Cannes, ha fatto un certo scalpore. Dice la psicologa Stefania Andreoli, presidente dell’associazione Onlus “Alice”, specializzata in questioni adolescenziali: «La bisessualità sta diventando la bandiera di un’avanguardia generazionale che si definisce bi-curious e si incontra su Tumblr, piattaforma di microblogging che meriterebbe uno studio a parte. Se non sei Bi, sei fuori. Ho l’impressione che sia in atto una reazione controfobica agli stimoli di natura erotica e sessuale a cui maschi e femmine vengono esposti da quando sono nati. È come se dicessero: ci avete spinti a essere noi stessi? A esprimerci? Lo facciamo anche così. I ragazzi ci sfidano. Sperimentano. E molte famiglie sono preoccupate dalla bisessualità, vista come perversione. Chiedono: mia figlia è malata?». Martina, 16 anni, provvista di fidanzatino regolamentare, è finita in terapia. La madre l’ha scoperta a baciarsi con un’amica in camera sua e l’ha mandata da una “strizza” per chiarirsi le idee, avendo in cambio una reazione di sbalordimento: «Cosa vuoi che sia, mami? Non ti preoccupare, sono normale, avrai i nipotini quando sarà il momento». «Io sono contraria alla terapie “riparative”», precisa Stefania Andreoli: «Di che cosa ci scandalizziamo? I reality insegnano che chiunque può diventare qualsiasi cosa, e i ragazzi applicano il modello alla sessualità. Abbiamo raccontato bugie, insegnato loro che i sentimenti sono precari. Alcuni vengono da situazioni non proprio classiche, come un padre ultracinquantenne giovanilista che ha rottamato la moglie per una coetanea della figlia e va a ballare latino-americano, la madre magari è una Milf (da “Mothers I’d Like to Fuck”, cioè una “madre che si vorrebbe scopare”) leopardata… Non scherziamo. L’Italia è l’unico paese che non ha abbastanza programmi di educazione all’affettività e al sesso».






mercoledì 20 agosto 2014

ADDIO MONOGAMIA BENVENUTO “POLIAMORE”

Pubblichiamo un'interessante intervista a Jacques Attali sul poliamore. Condividiamo l'impianto generale della tesi, ci sembra però che l'economista francese cada in una grossa contraddizione quando afferma che le donne saranno i soggetti che più remeranno contro il progredire di queste nuove modalità di relazioni: questo parere cozza con la realtà che egli stesso più sopra osserva del femminicidio, il quale viene interpretato quale "estremo sbocco reazionario" nei confronti del poliamore che si fa avanti. Poiché le vittime di questo fenomeno sono le donne, come potrebbero essere loro contemporaneamente anche i maggiori ostacoli all'instaurarsi di liberi rapporti non monogamici?

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19-08-2014 - La Repubblica - LEONETTA BENTIVOGLIO
ADDIO MONOGAMIA BENVENUTO “POLIAMORE”
L’economista Attali e la coppia ai tempi del consumismo .. la trasparenza porterà all’affermazione del diritto ad avere molti amori, omosessuali o eterosessuali, ma più spesso dettati dalla bisessualità, inclinazione che sta velocemente aumentando (o affiorando alla luce)
È POSSIBILE contare su una dimensione interiore dove il rapporto è “per sempre”? Affrancato dal dubbio, dalla contingenza e dalla fragilità? Insomma: esiste la fedeltà? Oppure, capovolgendo la prospettiva: esiste un’infedeltà accettabile e non subita? Libera dal timore che sia infranto un patto? Il riferimento può applicarsi non solo a una persona. Si scelgono un ideale o un interesse o un luogo, come oggetti della nostra fedeltà. L’opposto è lo sfasamento traumatico fra la realtà e le aspettative personali, le norme che regolano il gioco e la loro rottura. Asimmetricità dolorosa nel territorio sensibile delle relazioni umane.
Per smussare i rischi di questo campo minato dai sentimenti, sarà opportuno affrontare il discorso a partire dallo sguardo lucido e cattivo (non in accezione morale, ma per aritmetica perentorietà) di un celebre economista, Jacques Attali, già eminenza grigia di Mitterand (lo nominò come speciale consigliere all’epoca della sua presidenza della Repubblica) e in seguito rimasto sulla cresta dell’onda politica francese collaborando con Sarkozy.
Stratega dei massimi gruppi economici del pianeta, Attali è un personaggio interessante e discusso per i suoi guizzi di originalità. Esperto di globalizzazione e macroeconomia, annovera tra le sue competenze una vasta conoscenza della storia della medicina e della storia ebraica (l’ultimo libro è il Dizionario innamorato dell’ebraismo , pubblicato da Fazi a fine 2013). Inoltre spicca, nella sua poliedrica bibliografia, una serie di provocanti analisi della coppia in termini sociali. Un suo volume del 2007, Amori. Storia del rapporto uomo donna (in Italia uscì nel 2008), esplora con passo sistematico le caratteristiche, in diverse epoche e culture, del legame amoroso: in senso sessuale o emotivo, platonico o erotico, imposto o spontaneo, religioso o laico, omosessuale o etero. Il saggio suscitò scandalo ipotizzando la fine della monogamia. In nome della nostra indagine sulla fedeltà, tocca a lui valutare, alla luce del presente, quanto fossero affidabili quelle previsioni.
«Un pronostico non è un augurio», attacca l’economista, «ma la segnalazione di un orientamento collettivo che si basa su dati concreti. Tutto converge nel suggerirci che, tra qualche decennio, la monogamia sarà un anacronismo. I processi descritti in Amori si stanno verificando. Lo prova per esempio l’evoluzione rapida del matrimonio omosessuale».
Cosa intende?
«Parlo della trasparenza. Capillare e inevitabile. Ogni cosa è esposta e visibile. Ciò che un tempo era clandestino oggi non solo è socialmente accolto, ma stipulato da un contratto. Da tempo il poliamore è una prassi diffusa, benché non manifesta. È stato calcolato che più del dieci per cento dei bambini, in Occidente, sono nati da rapporti extraconiugali e crescono con un padre che non è il loro, pur pensando di esserlo. Nell’ottica trasparente, la fedeltà di tipo monogamico sarà considerata un’impostura e un residuo di consuetudini barbare».
C’è invece una fedeltà poliamorosa? Sembra una contraddizione in termini.
«Il poliamore è compatibile con la fedeltà perché può esserci fedeltà anche nel mutamento, divenuto congenito: viviamo in una tirannia del consumo che ne ha fatto un precetto esistenziale. Possono imporci di votare oggi Berlusconi e domani Renzi, ma di stare per sessant’anni con la stessa persona? A che titolo si dovrebbero avere due case e due cellulari, e non più amori? Se tutti non cambiassero di continuo automobile ed elettrodomestici, l’economia crollerebbe. Nella libertà moderna si rivendica il diritto di non scegliere. Meglio: di scegliere un congiunto nell’istante, senza che ciò pregiudichi la scelta di un altro poco dopo. Quest’attitudine si farà sempre più accentuata, e la trasparenza porterà all’affermazione del diritto ad avere molti amori, omosessuali o eterosessuali, ma più spesso dettati dalla bisessualità, inclinazione che sta velocemente aumentando (o affiorando alla luce). In analogia col networking, ci sarà il netloving : un circuito amoroso nel quale si potranno avere relazioni simultanee e trasparenti con più individui, che a loro volta avranno molti partner».
La fedeltà resta comunque un valore reclamato con violenza nella coppia, come testimonia la cronaca nera quotidiana.
«Il femminicidio è un estremo sbocco reazionario. Il poliamore rappresenterà la punta più avanzata delle società sviluppate, e il fatto che questa tendenza appaia oggi sempre più plausibile e ravvicinata produce un’esacerbazione dell’idea di fedeltà legata al matrimonio borghese. C’è chi si aggrappa angosciosamente a un passato in procinto di svanire. È come un film col suono in ritardo sull’immagine. Si glorifica con ferocia l’indissolubilità della coppia proprio perché questa è in stato d’emergenza. Ma l’evidenza del futuro resta il poliamore, da non confondere con la poligamia, che implica appartenenza. Nel poliamore invece nessuno apparterrà a nessuno. Le donne, tuttavia, remeranno contro».
Perché lo pensa?
«Perché, mentre assistiamo al martirio delle donne, monta l’ostilità delle femmine verso i maschi. Basta vedere come vengono trattati i mariti nei divorzi, sia dal punto di vista economico sia nella brutale determinazione al controllo esclusivo della prole. Inoltre il cosiddetto sesso debole guarda al tema della fedeltà o infedeltà maschile da un punto di vista sempre reazionario. La fedeltà monogamica è economicamente utile alle donne in quanto le garantisce».
Non è piuttosto un principio necessario alla stabilità sociale?
«No. Penso che si vada verso la poligenitorialità, fondata sull’avvicendarsi di madri e padri, un po’ come già accade parzialmente nelle odierne famiglie allargate. I figli saranno allevati da un unico genitore o da altre coppie, e i genitori biologici potranno condividere le responsabilità educative con i nuovi compagni e con gli ex, con gli ex degli ex e con estranei. Tutto si muove in tale direzione, comprese la pratiche di procreazione assistita, che condurranno a separare sempre più la riproduzione dalla sessualità e dall’amore».
Vede allontanarsi tra loro anche le sfere di amore e sesso?
«A lungo termine sì. O a breve. Osservi i giovani: vige una sessualità svincolata dall’amore e legata all’amicizia. In Italia so che si parla di “scopamìci”. D’altro canto conosco amori incrollabili dove non c’è sesso. I matrimoni bianchi. Numerosissimi».
È lecito supporre che esisterà sempre chi accorpa le diverse funzioni?
«Nella libertà del poliamore ci sarà anche quest’opzione».
( 1. Continua)

“Si glorifica l’indissolubilità della famiglia tradizionale perché è in stato d’emergenza”
“In analogia con il networking ci sarà il netloving, un circuito sentimentale con più individui”
A che titolo si dovrebbero avere due case e due cellulari, e non più relazioni?


Fonte: http://www.cinemagay.it/

lunedì 11 agosto 2014

15 tirocini retribuiti: Progetto DJ Diversity on the JOB per persone a rischio di discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere



15 tirocini retribuiti per persone a rischio di discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere
SEND Agenzia per il lavoro e la mobilità internazionale e ARTICOLO 3 Associazione Omosessuale promuovono fino a un massimo di 15 tirocini retribuiti per persone a rischio di discriminazione nel mercato del lavoro per orientamento sessuale ed identità di genere, residenti nel territorio siciliano.

I tirocini avranno una durata massima di 3 mesi e saranno avviati non più tardi del 15 settembre 2014, per concludersi entro il 15 dicembre 2014. Ai tirocinanti che porteranno a termine almeno il 70% del percorso verrà riconosciuta una indennità di partecipazione pari a 550,00 lordi al mese.
Coloro che prenderanno parte al progetto avranno inoltre accesso ad attività di orientamento personalizzato, costruzione di un progetto formativo a partire dal proprio profilo professionale, accompagnamento e collocamento in azienda, tutoring per tutta la durata del percorso.
Tutti gli interessati dovranno mandare entro il 15 agosto 2014 alle ore 12.00 a info@sendsicilia.it :
1) il proprio curriculum vitae – 2) una breve lettera motivazionale (max 1 pag.) in cui indicare i propri obiettivi professionali, la tipologia di azienda e di mansioni che si vorrebbero svolgere durante il tirocinio 3) è possibile inoltre indicare un'azienda specifica presso cui si vorrebbe svolgere lo stage
I curricula pervenuti verranno selezionati in base al profilo professionale e alla disponibilità delle aziende ad ospitare i candidati per il periodo di tirocinio sopraindicato.
SEND e ARTICOLO 3 si riservano la possibilità di contattare i candidati per effettuare un colloquio conoscitivo e motivazionale.
SEND, attiva da 10 anni nel settore della formazione on the job, vanta un ampio network di aziende in tutto territorio palermitano nei maggiori settori professionali:
Agro alimentare – Ambiente – Artigianato - Amministrazione e finanza - Architettura e restauro - Beni e servizi culturali – Giornalismo – Editoria – Elettronica - Enogastronomia e ristorazione - Grafica - Informatica e nuove tecnologie - Marketing e comunicazione – Moda - Meccanica e automazione - Reti e telecomunicazioni - Servizi sociali – Turismo
Articolo 3 è un'associazione composta da individui che si impegnano per l'affermazione e la tutela dei diritti delle persone omosessuali intesi come la realizzazione dei desideri e bisogni emersi, emergenti e che potrebbero emergere in futuro, nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana in materia di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Il progetto è realizzato nel quadro del “Programma sperimentale di intervento per la promozione dell’inserimento lavorativo di soggetti discriminati e svantaggiati” - Progetto DJ - Diversity on the job, finanziato con fondi a valere sul PON "Governance e Azioni di Sistema" 2007-2013 – Ob. Convergenza, gestito da ITALIA LAVORO S.P.A e Il Dipartimento Pari Opportunità – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR)
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di SEND www.sendsicilia.it e/o scrivere a info@sendsicilia.it oppure a articolotrepalermo@yahoo.it
Per dettagli in merito al programma DJ Diversity on the job è possibile consultare la pagina dedicata al progetto sul sito di ITALIA LAVORO www.italialavoro.it

giovedì 7 agosto 2014

Il 19 agosto Articolo Tre sarà a Paceco


Il 19 agosto Articolo Tre sarà a Paceco a discutere con l'associazione Quattro Rocce, nell'ambito della rassegna cinematografica da questa organizzata


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Diverso…Picchì? il 5 agosto a Paceco la prima serata della rassegna


Finalmente al via la tanto attesa iniziativa della neonata Associazione socioculturale “Quattro Rocce”: fissata per Martedì 5 Agosto la prima serata cinematografica del percorso “Diverso…Picchì?”, che affronterà il grande tema della diversità, in tutte le sue sfumature ed in tutti i suoi significati. Disabilità, follia, omosessualità, migrazione e razzismo, condizioni, ereditate da madre natura alcune, affrontate per necessità altre, che, in ogni caso, costituiscono nodi centrali nella realtà d’oggi, ancora troppo difficili da considerare “normalità”.
Per ogni appuntamento una pellicola pertinente al tema e la presenza di esperti che si rivelerà preziosa nel trattamento dei vari argomenti.
Sarà la Villa Comunale di Paceco ad ospitare l’evento. Ingresso gratuito.

mercoledì 6 agosto 2014

Trapani: approvato il registro delle unioni civili

Trapani, istituito il registro delle unioni civili: «La società è cambiata»


di ANTONIO TRAMA

TRAPANI. Istituito il registro delle unioni civili. Il consiglio comunale, nella seduta di ieri mattina, con 15 voti a favore ed un astenuto, infatti, ha dato il via libera al registro delle unioni civili proposto, a suo tempo, da Ninni Barbera. “Non si può disconoscere che la società attuale è caratterizzata dal crescere di nuove forme di legami affettivi e di convivenze stabili meritevoli di considerazione alla luce dei principi costituzionali – sono le parole di Ninni Barbera – e questo registro rappresenta un riconoscimento sul piano della dignità. Trapani, così, è una delle prime città d’Italia ad istituire il registro delle unioni civili”. “La nostra città si adegua ai tempi – è il pensiero, invece, del presidente del Consiglio Peppe Bianco -. Non siamo inferiori alle altre città e voglio complimentarmi con Ninni Barbera perché ha avuto l’intuito di proporre questo atto, ma anche per la capacità di farlo votare dall’aula”. Barbera, poi, si è soffermato anche su un emendamento presentato (e respinto) da La Pica che “avrebbe sconvolto l’intero sistema – afferma Barbera -, ossia il divieto di iscrizione nel registro per due persone dello stesso sesso”. A favore di questo emendamento hanno votato in 2 (La Pica e Lamia), contro in 7 (Barbera, Peppe Bianco, Abbruscato, Passalacqua, Grignano, Colbertaldo e Cavarretta), mentre in 6 si sono astenuti (Ferrante, Andrea Vassallo, Mangano, Guarnotta, Ruggirello e Ravazza). Al momento del voto finale, invece, hanno votato a favore tutti i presenti tranne Ferrante che si è astenuto.
Nel corso della seduta, poi, è stato rinnovato il collegio dei revisori dei conti. Il presidente è Salvatore Politi che ha ottenuto 9 voti. Gli altri due sono l’unico riconfermato Roberto Candela e Peppe Mazzara.

29/07/2014

sabato 2 agosto 2014

Come muore la Cultura: l'Istituto Gramsci sempre più vicino alla chiusura

COMUNICATO STAMPA
Con l’approvazione della finanziaria-ter l’Istituto Gramsci Siciliano ha subìto una dura sconfitta politica: sostenitore da sempre della necessità di sottoporre le istituzioni culturali finanziate dalla Regione ad una rigorosa valutazione, e dell’abolizione della Tabella H, ha visto risorgere il famigerato strumento comprendente quegli enti veramente indispensabili ai patteggiamenti fra le forze politiche e agli equilibri di governo.
La situazione, per l’Istituto Gramsci e per altre importanti istituzioni, potrebbe risultare irreparabile. Il bando cui queste  vengono rinviate, infatti, concluderà il proprio iter, verosimilmente, a dicembre, con obbligo di rendicontazione entro il 31 dello stesso mese, e concessione effettiva del contributo nell’agosto 2015 (come quest’anno): a differenza di  quelle della Tabella h, che invece accederanno subito ai finanziamenti.
C’è tutto il tempo perché istituzioni che posseggono un patrimonio, aperte alla pubblica fruizione, e perciò dotate di personale specializzato, possano collassare: con assunzione di gravi responsabilità per gli artefici di questo degrado.
Comunque vadano le cose, l’Istituto Gramsci si impegnerà, per tutto il tempo della sua esistenza, nella battaglia per due fondamentali obiettivi:
a) che tutte le istituzioni culturali siano sottoposte al medesimo, equo e meritocratico sistema di regole;
b) che il Parlamento siciliano provveda, in tempi brevi, a dotarsi, come quello nazionale, e le altre Regioni, di una legge sui Beni Culturali, che appare come il solo strumento capace di assicurare lo sviluppo della cultura sottraendo le istituzioni migliori all’annuale “dialettica” trattativista.
Palermo 2 agosto 2014
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Istituto Gramsci Siciliano
Associazione Onlus
Sala di lettura Cantieri Culturali Zisa
via Paolo Gili, 4 - 90138 Palermo
Tel 091591523 - 091591557 fax 0916513952
www.istitutogramscisiciliano.it
info@istitutogramscisiciliano.it