giovedì 3 luglio 2014

Apertura straordinaria dell'Istituto Gramsci Siciliano contro la chiusura


I dipendenti dell’Istituto Gramsci Siciliano, senza stipendio da mesi (nemmeno il finanziamento 2013, peraltro pesantemente decurtato, è stato ancora erogato), contestano le scelte del governo regionale sui finanziamenti 2014 per gli enti ex-Tabella H. Con la nuova proposta di legge finanziaria viene infatti ignorata la graduatoria di merito, approvata a dicembre 2013, relativa al bando pubblico per i finanziamenti 2013; vengono invece trascelte, e così salvaguardate, alcune istituzioni che erano in fondo a quella graduatoria, con la penalizzazione di altre con punteggio più alto, tra cui l'Istituto Gramsci classificatosi 2° con punti 95/100. I dipendenti invitano la cittadinanza a visitare la Biblioteca e l'Archivio storico perché ciascuno possa constatare di persona l'importanza del patrimonio bibliografico e documentario a rischio di chiusura al pubblico. La Biblioteca resterà aperta sabato 5 e domenica 6 luglio dalle 9 alle 20 con orario continuato. L’Istituto Gramsci Siciliano è pari ad altre istituzioni culturali, ma secondo a nessuna.

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Istituto Gramsci Siciliano
Associazione Onlus
Sala di lettura Cantieri Culturali Zisa
via Paolo Gili, 4 - 90138 Palermo
Tel 091591523 - 091591557 fax 0916513952
www.istitutogramscisiciliano.it
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domenica 29 giugno 2014

Articolo Tre al Palermo Pride del 28 giugno 2014


La stupenda manifestazione di ieri conferma la giustezza della scelta di Arci ArticoloTre di partecipare alla sfilata del Palermo Pride, assicurando per la prima volta la nostra attiva presenza in due carri, che secondo la linea politica dell'associazione non potevano essere solamente lgbt: il carro dell'ARCI Palermo - insieme a gran parte dei circoli ad essa aderenti - e il carro Udu Palermo-PYC. La presenza sul carro ARCI era per noi naturalmente consequenziale alla recente affiliazione, altrettanto scontata ci appariva la collaborazione con il PYC, contenitore di più associazioni di cui facciamo parte. Non così ovvio era l'accordo con un'associazione studentesca come l'Udu, intesa che però ci sembrava opportuna e significativa in quest'edizione del Pride dedicata all'educazione sentimentale. Articolo Tre ringrazia quindi le compagne e i compagni con i quali è stato possibile stare assieme sui due carri, chiaramente ringraziamo anche tutta l'associazione Palermo pride di cui siamo membri.



venerdì 27 giugno 2014

Né puttane Né madonne: presentazione del foglio di LUMINARIA


Presentazione del foglio di LUMINARIA  
 
4 luglio 2014  ore 18.00
PYC  via De Spuches 20  Palermo
 
Intervengono: 
Giovanna Fiume e Carlo Verri
 Sarà presente il gruppo redazionale:   
Stella Bertuglia, Alessandra Contino, Karin Golaski, Fulvia Ilari, Francesca Lo Re, 
Valentina Morici, Bice Mortillaro, Francesca Picone, Cirus Rinaldi     

 A  SEGUIRE APERITIVO

martedì 24 giugno 2014

Genere ed Affettività: un nuovo modello educativo per la Sicilia


Nella settimana del Palermo Pride 2014, ci sembra fondamentale affrontare il tema dell'educazione di genere e all'affettività ; di come nelle nostre scuole, mediante interventi didattici mirati e organici, si possano distruggere stereotipi e visioni distorte ormai terribilmente insinuatisi nella nostra società.
Partendo dalle necessità sentite all'interno delle scuole da docenti e insegnanti, passando per le proposte di interventi nazionali, si arriverà a discutere di come l'autonomia regionale possa aiutarci a rafforzare il ruolo della pubblica istruzione per l'abbattimento di pregiudizi, luoghi comuni e visioni della realtà fortemente anacronistici.

Ne parleremo Venerdì 27 Giugno al Teatro Massimo con:

  • Luigi Carollo - Arci Articolo 3 Salvatore Rizzuto Adelfio
  • Elena Rosania - Rete degli Studenti Medi Sicilia 
  • Graziella Priulla - Docente Ordinaria Università degli studi di Catania 
  • Mila Spicola - Responsabile scuola e vicesegretaria PD Sicilia 
  • Mariangela Di Gangi - Sinistra Ecologia e Libertà Sicilia 
  • Nelli Scilabra - Assessora Regionale alla pubblica istruzione e formazione


Modera: Andrea Manerchia - Rete degli Studenti Medi Sicilia


Venerdì 27 giugno 2014 ore 17.30
Caffè letterario - Teatro Massimo
Piazza Verdi, Palermo

domenica 22 giugno 2014

ICONA GAY. LA PRAVO NEL FILM “XENIA” COME IDOLO DI RAGAZZI “OMO”

Patty, Cher e le altre “Così si diventa regine”. La Pravo ci spiega come accade. "Il regista si è fermato a Roma per un mese per riuscire a convincermi".


I GAY le hanno salvato la carriera, racconta Cher: «Nei momenti di bassa sapevo di poter contare su una legione fedelissima ». Tina Turner scrive nell’autobiografia What’s love got to do with itche negli anni successivi alla rovinosa separazione da Ike si esibiva solo in localetti disco per un pubblico prevalentemente gay; era fuggita dal marito-padrone senza una lira in tasca e senza nulla pretendere. Madonna è infaticabile sostenitrice delle cause omosessuali e col suo pubblico gay ha stretto un patto di sangue fin dagli esordi. Lady GaGa ha inaugurato
un gay pride al Circo Massimo di Roma. Le icone gay hanno un pubblico affezionato e transgenerazionale,
vedi Judy Garland e Joan Crawford. Il loro temperamento artistico è immenso quanto la loro umana fragilità; la maschera che indossano è unica, per questo facilmente imitabile. Lo raccontano anche i film: Barbra Streisand, l’ossessione del protagonista di In& Out; Mina fantasiosamente parodiata da Alberto Lionello in un episodio di Sesso matto e ancora in una scena di Tacchi a spillo ; più recentemente Rettore in Più buio di mezzanotte, presentato a Cannes proprio come Xenia-Pazza idea del regista greco Panos H. Koutras in cui Patty Pravo fa solo una comparsata interpretando se stessa ma è l’ossessione su cui ruota tutta la storia. Il film, che esce nelle sale il 28 agosto distribuito da Officine Ubu, verrà presentato in anteprima stasera al Piccolo Teatro Strehler di Milano nel corso del Festival MIX di cinema gay-lesbico e queer culture, che lunedì chiuderà i battenti della 28ª edizione con la prima italiana di G. B. F.
( Gay Best Friend) , il film di Darren Stein che affronta le dinamiche tra etero e gay in ambito scolastico.
«Io non c’entro con Cher», protesta Patty Pravo in partenza per Milano dove presenzierà all’evento insieme al regista, «la sua carriera è piena di alti e bassi,
io sono sempre stata al top». Gay icon non si nasce, si diventa, soprattutto se si sceglie di vivere da diva a tutto tondo. Come Patty, appunto. I capelli biondi, il timbro della voce, la gestualità. Sempre vaga, indifferente, invulnerabile. Fedele al suo ruolo — una vera diva è sempre uguale a se stessa, fino alla fine, come Marlene. Panos H. Koutras sulla sua passione/ossessione per Patty ha cucinato una sceneggiatura. «Non ci conoscevamo, anche perché io con il cinema ho flirtato poco. Rifiutai Il giardino dei Finzi Contini quando De Sica mi chiamò, e dissi no anche ad Antonioni per Professione Reporter ; la carriera andava a gonfie vele, non mi sarei mai fermata sei mesi per un film», racconta la Pravo, 66 anni, un’estate zeppa di concerti (il SulLa luna tour riprende il 4 luglio da Macerata e il 7 approda all’Auditorium Parco della Musica di Roma). «Panos si è trasferito un mese a Roma per convincermi. Non lo sapevo ma era un mio fan dagli anni 60. Tenni un concerto a Salonicco, un palco immenso, mi avevano avvertito: “Non si spinga mai fino ai lati estremi, potrebbe cadere”. E infatti sprofondai nella buca, ma imperterrita continuai a cantare».
Proprio a Salonicco sono diretti i protagonisti del film, due fratelli (Odysseas, 18 anni, etero e Dany, 15, apertamente gay, che hanno ereditato dalla madre albanese morta prematuramente la passione per Patty Pravo) alla ricerca del padre greco che non hanno mai conosciuto e allettati dalle selezioni di un talent show dove Odysseas, addestrato dal fratellino, canta una tenera versione di Tutt’al più . «Stranieri in patria, i giovani intraprendono un viaggio intenso, pieni di sogni e continuamente ostacolati dalla difficoltà di rapportarsi col mondo adulto, crudele e spesso feroce», spiega Patty. «Ho visto solo le scene in cui ci sono le mie canzoni. Sa, sono allergica all’aria condizionata, vado pochissimo al cine». Diva distratta, pigra («La pigrizia? Il segreto della mia longevità»), evasiva, elusiva, eppure ancora carismatica, capace di scatenare grandi passioni, come in questo film girato in una Grecia flagellata dalla crisi economica e minacciata dalla destra radicale. «È un problema generale », incalza «le violenze da parte dei gruppi xenofobi e omofobi che si vedono nel film sono all’ordine del giorno ovunque ». In Xenia-Pazza idea lei compare solo per pochi istanti, quando abbassa il vetro fumé della limousine e esclama a Dany «Ciao tesoro!» con quel birignao inconfondibile, imitatissimo. «Per fortuna, oggi se non ti fanno il verso non sei nessuno». Non la disturba essere nella top ten delle drag queen da cabaret, in buona compagnia di Diana Ross e Shirley Bassey. «Ce ne sono di splendide», conclude, «mi sono divertita un mondo l’altra sera a Muccassassina».

GIUSEPPE VIDETTI, in "La Repubblica", 21 giugno 2014

sabato 21 giugno 2014

L'Istituto Gramsci Siciliano non deve chiudere!


Pubblichiamo l’APPELLO che un gruppo di rappresentanti del mondo culturale italiano ha promosso per la salvezza dell’Istituto Gramsci Siciliano, un’istituzione da 40 anni punto di riferimento e centro di elaborazione culturale in Sicilia. Nel sottoporlo alla sottoscrizione, vogliamo chiarire che con questo appello, rivolto al Presidente della Regione Sicilia, al Governo e ai deputati regionali, intendiamo rivendicare all’Istituto le condizioni indispensabili per continuare a svolgere la funzione esplicata nei 40 anni della sua esistenza, ma anche denunziare, più in generale, i disastri che una politica culturale miope ha procurato e continuerà a procurare alla società siciliana, sottraendole la funzione di studio, di ricerca, di raccolta e di elaborazione di tante istituzioni (ce ne sono altre valide, oltre all’Istituto Gramsci, che corrono il medesimo pericolo).
Invitiamo quanti, cittadini di qualsiasi città, condividono questo appello, a sottoscriverlo, semplicemente inviando una mail all’indirizzo dell’Istituto info@istitutogramscisiciliano.it . Sarà nostra cura informarli di ulteriori iniziative.
 Grazie a tutte/i, e cordiali saluti
il Comitato scientifico dell’Istituto 
Salvatore Nicosia Presidente
Giovanna Fiume
Simona Mafai
Giuliana Tripodo
Cesare Ajroldi
Giuseppe Campione
Michele Figurelli
Salvatore Lupo
Pietro Nastasi
Mario Rubino
Arturo Russo
Giovanni Saverio Santangelo
Carlo Verri
Piero Violante
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Istituto Gramsci Siciliano
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AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, ALLA GIUNTA DI GOVERNO 
E AI DEPUTATI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA 
 APPELLO 
per la sopravvivenza dell’ISTITUTO GRAMSCI SICILIANO 

Nel corso dei suoi quasi 40 anni di esistenza l’Istituto Gramsci Siciliano onlus ha realizzato: 
a) uno straordinario ARCHIVIO STORICO, “preziosa fonte per la conoscenza della storia moderna e contemporanea della Sicilia” (a giudizio della Soprintendenza archivistica), comprendente fra l’altro le carte di Pio La Torre, Pompeo Colajanni, Girolamo Li Causi, Vittorio Nisticò, Andrea Finocchiaro Aprile, ed altri protagonisti della storia e della politica siciliane. 
b) una BIBLIOTECA aderente al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), specializzata in storia del Mezzogiorno d’Italia e della Sicilia in particolare, dotata di 35.000 volumi, di una preziosa collezione di quotidiani e rare riviste nazionali e locali, di 60 posti e postazioni internet per i lettori. 
c) la PUBBLICAZIONE di oltre 120 volumi di storia, politica, sociologia, attualità, che nei limiti delle disponibilità vengono inviate gratis a chi ne faccia interessata richiesta. 
d) una intensa ATTIVITÀ DI RICERCA E DI PROMOZIONE CULTURALE sotto forma di seminari, convegni, dibattiti, mostre, spesso in collaborazione con prestigiose istituzioni culturali italiane e straniere. Storia, politica, economia, letteratura, urbanistica, antropologia, beni culturali, sociologia costituiscono i campi più frequentati da iniziative tutte accomunate dalla costanza dello sguardo rivolto alla società, alle sue tradizioni, ai suoi fermenti innovativi, alle sue svolte epocali. 
Alla realizzazione pratica di tutte queste attività collaborano TRE SOLE PERSONE (una bibliotecaria, una archivista e un segretario amministrativo) che assicurano l’apertura dell’Istituto alla cittadinanza DAL LUNEDI' AL SABATO per 40 ore settimanali. 
A causa delle scelte di bilancio della Regione siciliana, che hanno gravemente penalizzato i beni e le istituzioni culturali con drastici tagli già nel 2013, e appaiono ancora del tutto aleatorie per il 2014, l'Istituto Gramsci è minacciato di inesorabile chiusura. La conseguenza sarà la dispersione di un inestimabile patrimonio, la sottrazione allo studio e alla ricerca di materiali documentari e bibliografici unici e l'eliminazione di uno spazio aperto alla città. 
Questo gravissimo rischio impone una mobilitazione per il salvataggio di una istituzione che opera al servizio della conoscenza, degli studi, dello sviluppo culturale e democratico della società siciliana. 
INVITIAMO 
pertanto quanti non si rassegnano ad una irresponsabile politica di declino culturale a SOTTOSCRIVERE questo appello che vuole assicurare ad un importante istituto lo spazio di operatività erta e programmabile che gli compete per l’attività che ha svolto finora, e deve continuare a svolgere. 
 L'ISTITUTO GRAMSCI SICILIANO NON DEVE CHIUDERE 
Dacia Maraini 
Luciano Canfora 
Tullio De Mauro 
Giuseppe Giarrizzo 
Gioacchino Lanza Tomasi 
Antonio Sellerio 
Marcello Sorgi 
Giuseppe Tornatore

mercoledì 18 giugno 2014

La mala educatión sentimental


La mala educatión sentimental
Verso il Palermo Pride 2014

interverranno:
Giuseppe Burgio e Cirus Rinaldi

seguirà dibattito

Domenica 22 giugno 2014 ore 19
PYC - Palermo Youth Centre
Via Giuseppe De Spuches 20
Palermo

domenica 15 giugno 2014

PnP - Pride not Prejudice

UDU Palermo e Articolo Tre invitano a
PnP
PRIDE not PREJUDICE
Aperitivo e Tavola Rotonda su noi stessi
dalle 18 alle 24 al PYC, Via Giuseppe De Spuches 20 Palermo

Premessa
UDU Palermo – Unione degli Universitari in collaborazione con Arci Articolo Tre conferma l’adesione ed attiva partecipazione alle attività promosse dal Coordinamento Palermo Pride, avvia le proprie campagne di informazione e sensibilizzazione in favore del riconoscimento e dell’affermazione dei Diritti Civili e dei Diritti delle persone LGBTQ, per la pari opportunità tra i sessi.
Appare evidente quanto ancora il livello di tutela dei diritti umani debba progredire. Nonostante i passi avanti compiuti da buona parte della comunità internazionale occidentale, la messa a frutto delle tematiche LGBTQ e dei Gender’s Studies sembra tuttora dover compiersi nel contesto culturale italiano e quindi anche in quello palermitano, come condizione essenziale per il benessere comune di tutte e tutti. Gli strumenti, che si ritengono di straordinaria importanza per il completo raggiungimento degli obiettivi solidali cui si aspira, sono costituiti in primo luogo dall’informazione e la piena conoscenza sulle tematiche dell'uguaglianza tra gli individui relative ai Diritti Umani e Civili. La difesa dei Diritti Umani e Civili si basa sulla tutela ed il rispetto della dignità di ciascuna persona, che deve potersi sentire libera di esprimere il proprio io senza subire alcuna forma di discriminazione da parte della collettività: il processo di autodeterminazione del singolo si accompagna ad un sentimento di orgoglio verso se stessi e ogni persona ha il dovere di combattere, sfidare con la volontà di sconfiggere qualsiasi forma di pregiudizio fondata su stereotipi di genere, identità e orientamento sessuali, di credo religioso, di appartenenza etnica e culturale.

Campagna
Con il titolo “PnP – Pride not Prejudice”, che evoca il famoso romanzo di Jane Austen, s’intende manifestare la necessità di destrutturare gli stereotipi, esplicitando ciò che per ciascuna persona è potenzialmente motivo d’orgoglio, ma che è pregiudizialmente ritenuto dalla comunità punto di debolezza e/o fragilità, se non – come spesso accade - sintomo di devianza, patologia. Si ritiene che soltanto partendo dall’informazione e dalla cultura si può pensare di approdare ad un cambiamento radicale della forma mentis di ogni essere umano. Solo con un accurato utilizzo degli strumenti culturali che si possiedono si può giungere ad una fruttuosa e ricca convivenza di tutte le differenze rappresentate dagli individui che formano la comunità.

Evento
Con tali presupposti, ed in vista di un evento centrale per la comunità palermitana in tema di Diritti Umani, Civili, Sociali e Politici – quale è la sfilata del Pride LGBTQ del 28 Giugno 2014 – UDU Palermo e Arci Atricolo Tre contribuiranno all’Onda Pride anche promuovendo un evento dal taglio trasversale che apra gli orizzonti di conoscenza sulle tematiche sopracitate e stimoli un costruttivo dibattito per iniziare un processo di destrutturazione degli stereotipi. Con l’intento di aprire alla Città di Palermo le attività universitarie svolte all'interno del ciclo di seminari “Break the Chain - Verso la rottura dello stereotipo”, tese a tutelare i Diritti Civili, si propone per Sabato 21 Giugno 2014 un momento di confronto orizzontale e dibattito in un’atmosfera informale, libera, conviviale, accogliente e nuova: quella del PYC – Palermo Youth Centre. Nel corso dell’evento, si tenterà di capire insieme quali siano i migliori metodi per compiere il percorso di autodeterminazione del singolo nella società, per destrutturare le posizioni pregiudiziali e le categorie di pensiero ad esse connesse, per prendere fermamente posizione contro le discriminazioni sociali, culturali e politiche, per rompere le catene che impediscono alla nostra società di vivere liberamente in un legame di solidarietà e fratellanza: elementi che si ritengono indispensabili per la costruzione della dignità collettiva e individuale. Il dibattito si propone anche e soprattutto come momento aggregativo, durante il quale un aperitivo e della buona musica accompagneranno gli interventi dei partecipanti.
  
Ore 18 – Saluti degli organizzatori e presentazione dell’evento

Ore 18:30 – Apertura della Tavola Rotonda a cui parteciperanno:

  • Celeste Costantino, Deputata SEL
  • Gabriella D’Agostino, docente di Antropologia Culturale UNIPA
  • Ester Enza Maria Gendusa, docente di Lingua Inglese UNIPA
  • Corradino Mineo, Senatore della Repubblica Italiana PD
  • Mirko Pace, presidente Arcigay Palermo
  • Cirus Rinaldi, docente di Sociologia generale UNIPA


Aperitivo rinforzato con CSF - Cucina Senza Frontiere

I vinili in filodiffusione di Antonio Fina e Francesco Mancuso

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, Art. 1

venerdì 6 giugno 2014

BIBLIOTECA VIVENTE DEI DIRITTI UMANI


 BIBLIOTECA VIVENTE DEI DIRITTI UMANI

Mercoledì 11 giugno dalle ore 19.00
Piazza Bologni, Palermo

ContrariaMente, la Rete Universitaria Mediterranea e il Dipartimento delle Scienze Giuridiche, della Società e dello Sport , sono lieti di invitarvi alla prima "BIBLIOTECA VIVENTE DEI DIRITTI UMANI".

Partirà mercoledì 11 giugno, dalle ore 19, in piazza Bologni a Palermo, l’incontro tra i ragazzi del dottorato in dirit
ti dell’uomo e la società civile impegnata nella tutela dei diritti umani.

Inserita nell’ambito della “Summer School” del Dottorato di ricerca in “Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti”, la biblioteca vivente vedrà persone in carne e ossa raccontare con la loro voce una propria storia. Ciascun libro-vivente ha un titolo e gli avventori della biblioteca possono scegliere quale volume-parlante intendono sfogliare. Dopo che un testo umano è stato consultato si può passare ad un successivo per scoprire i diritti umani attraverso le storie vissute e narrate da chi opera per difenderli e affermarli.

La “BIBLIOTECA VIVENTE DEI DIRITTI UMANI” vedrà coinvolte con momenti di responsabilità sociale le principali associazioni che a livello territoriale, universitario e politico rappresentano istanze di difesa e garanzia dei singoli individui.

Parteciperanno:

AddioPizzo
Adduma – avvocati per i diritti umani
AIPIN
Asgi
Altrodiritto Sicilia
Amnesty International
APS Vivi Sano Onlus
Arci
Articolo 3
Biblioteca delle donne UDIPalermo
Borderline Sicilia
Centro Astalli Palermo
Cesie
Ciss
Come una marea
Comitato bene collettivo
Comunità urbane solidali
ContrariaMente
Coordinamento antitratta Favour e Lovett
DIARIA
Emily Palermo
Federazione L’Arca
Fuori dal coro
GRIS Sicilia
Gruppi di ricerca ecologia
Idea Rom
Libera
Lisca Bianca
Mediterraneo antirazzista
Moltivolti
Movimento per la casa
MSF
Osservatorio contro le discriminazioni razziali Noureddine Adnane
Laici missionari Comboniani Palermo
Rete mettere in comune
R.U.M. - Rete Universitaria Mediterranea
Santa Chiara
SIMM - Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
UMIP
USSM
WWF
Zabbara

La serata sarà accompagnata da una degustazione enogastronomic
a.

domenica 25 maggio 2014

Isnello: Si al Registro delle Unioni civili, No al Muos

Comune di Isnello
comunicato di Francesco Fustaneo (Consigliere Comunale di Isnello)
Venerdì 23 maggio Isnello ha mosso un altro passo avanti in tema di diritti: in consiglio comunale abbiamo deliberato sull’istituzione del registro unioni civili. Una deliberazione discussa, in cui sono emersi punti di vista differenti e non concordanti, come accade di frequente quando la sensibilità su certe tematiche è assai eterogenea e accentuata: ma alla fine la società isnellese nelle persone dei suoi rappresentanti in consiglio si è dimostrata pronta a ribaltare stereotipi e pregiudizi sull’omosessualità e sulle coppie di fatto, pronta altresì a sfatare i cliché di arretratezza culturale di cui spesso il sud e al suo interno i centri montani sono additati.
“Crediamo sia questo il momento di porre in essere azioni concrete che diano un segnale culturale chiaro verso l’inclusione sociale, la tolleranza ed il no netto verso qualsiasi forma di discriminazione sociale. Vorremmo che oggi più di ieri si iniziasse a ragionare nell'ottica che diversità è ricchezza”. Queste sono state le parole con cui in Consiglio abbiamo introdotto la proposta in questione.
Deliberando positivamente sull'istituzione del registro dell' unione civile e sul relativo regolamento, Isnello si è messa sulla scia di numerosi comuni italiani e come già precedentemente fatto da altre cittadine delle Madonie, prima su tutte il Comune di Castellana Sicula, si è lanciato o meglio si è raccolto il segnale di una società che cambia; una società che cresce e migliora nel rispetto del vivere altrui e lo fa anche a sud e nei piccoli centri.
Il regolamento che abbiamo proposto, nelle nostre intenzioni consentirà di abbattere alcune delle molte barriere che dividono le coppie sposate da quelle che non sono sposate permettendo anche a queste ultime di accedere a una serie di servizi comunali finora preclusi. Uomini e donne, donne e donne, uomini e uomini, stranieri e straniere. Tutte le coppie eterosessuali e omosessuali potranno registrarsi. E potranno farlo anche i cittadini italiani e stranieri coabitanti e residenti nel Comune di Isnello. Il Comune in tal modo si impegnerà a non discriminare le coppie di fatto in materia di casa, sanità e servizi sociali, politiche per giovani, genitori e anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi. 
Ciò permetterà al nostro Comune di essere all’avanguardia in tema di rispetto dei diritti civili senza per questo inficiare i diritti delle coppie legalmente riconosciute.
Ma l’approvazione di un’ altro punto contribuisce ad accrescere l’orgoglio di aver partecipato al Consiglio Comunale del 23 maggio 2014. La deliberazione con cui abbiamo ribadito ufficialmente la contrarietà del nostro comune al Muos e la solidarietà ai ragazzi e alle ragazze, alle mamme, ai padri e ai bambini che da anni si battono a Niscemi contro il Muostro militando e non, tra le fila del comitato No Muos.
Per chi non lo sapesse Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad alta frequenza (UHF) e a banda stretta (non superiore a 64 kbit/s) composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è stata terminata a fine gennaio del 2014 in Sicilia, nei pressi di Niscemi, una cittadina del nisseno.
Le altre stazioni sono ubicate in Australia, in Virginia e nelle isole Hawaii.
Antenne e parabole sono state installate Niscemi in una riserva naturale, a pochi km dal centro abitato: contribuiranno a coordinare in modo capillare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota che saranno allocati anche a Sigonella.
A Comiso, trent’anni fa, i missili Cruise della Nato trasformarono la Sicilia in avamposto atomico nel Mediterraneo. Oggi, le tre mega-antenne del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari della Marina militare Usa, erette nel cuore della riserva naturale “Sughereta” di Niscemi, consacrano l’Isola in spettrale laboratorio delle guerre globali del XXI secolo. Guerre che saranno sempre più disumanizzate e disumanizzanti, iper-robotizzate e iper-dronizzate. Come allora, non sono bastate le mobilitazioni di migliaia di siciliani, i cortei, le petizioni, le azioni dirette non violente, gli scioperi autoorganizzati, i blocchi dei cantieri, per impedire l’ennesimo scempio del territorio perpetrato dai moderni signori della morte bellica ha recentemente affermato il giornalista e scrittore Antonio Mazzeo.  
Il Muos a nostro avviso viola molteplici principi etici oltre ad essere potenzialmente lesivo per la salute.
Già il fatto che una strumentazione da utilizzare ai fini bellici venga installata in suolo siciliano è a dir poco aberrante; le considerazioni sull’impatto ambientale non sono poi secondarie se pensiamo che l’impianto sorge in una riserva naturale. L’impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute è l’aspetto che più preoccupa chi osteggia il M.u.o.s. Un’installazione di tal genere a pochi km dal centro abitato può avere impatti devastanti. Diversi sono stati gli istituti che nelle loro ricerche (andando in direzione contraria alle tesi ufficiali) hanno confermato la potenziale pericolosità dell’installazione una volta che la stessa diventerà operativa. Ci chiediamo a quali pro? A chi davvero serve un’opera del genere anche in considerazione del fatto che il suo funzionamento non implica neanche riflessi positivi in chiave occupazionale.
A queste domande noi, ribadendo formalmente la nostra opposizione all’impianto, abbiamo nel nostro piccolo dato risposta. Il mio plauso va ai colleghi e alle colleghe del Consiglio che hanno abbracciato le proposte, fermo restando il rispetto delle opinioni di chi si è astenuto o di chi ha manifestato col proprio voto un’opinione differente. Ma in particolare ringrazio il vice-presidente del consiglio Antonio Carollo, co-firmatario delle proposte ed anche il consigliere Salvatore Norato che insiemi ai giovani della Consulta giovanile è stato determinante nell’organizzazione di due incontri di sensibilizzazioni sui temi in questioni a cui hanno partecipato rispettivamente l’associazione omosessuale Articolo Tre di Palermo ed Elio Teresi del Comitato No Muos. 
Senza tutti loro queste piccole grandi vittorie non sarebbero state possibili.

giovedì 22 maggio 2014

Unioni Civili a Petralia Sottana

Unioni Civili a Petralia Sottana, parla l'assessore Lucia Macaluso 

Sentito anche Carlo Verri, dell’Associazione Arci Articolo Tre Palermo 

Si è celebrata il 17 maggio la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia: un momento di sensibilizzazione verso la cultura della non discriminazione che, per quanto sia manifestazione di interesse per il delicato tema, non è senza dubbio sufficiente a smuovere le coscienze, a cambiare il modo di pensare della gente. Un appuntamento annuale non basta: e allora parliamo di azioni concrete.
Sulle Madonie, alcuni paesi hanno fatto un piccolo grande passo: approvare il Registro delle unioni civili. Ma se n’è parlato poco, quasi per niente. A distanza di tempo, accendiamo quindi la luce su Petralia Sottana, che ha istituito il Registro il 3 aprile scorso e ha espresso, con questo atto, l’intento di tutelare le coppie di fatto. In particolare, secondo il regolamento, possono richiedere l’iscrizione al Registro due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nel Comune di Petralia Sottana e che non facciano già parte di una diversa unione civile. 
Abbiamo intervistato, a tal proposito, Lucia Macaluso, Assessore alle pari opportunità del comune di Petralia Sottana.
Assessore, quando e da dove nasce l'intuizione di istituire il Registro delle Unioni Civili a Petralia Sottana?
Già alla fine del 2012, in accordo con tutta la Giunta Comunale, ho iniziato a lavorare per l‘istituzione del Registro delle Unioni Civili, poiché con convinzione sosteniamo che i diritti civili debbano essere garantiti ed estesi a tutte le persone, anche a quelle legate da vincoli affettivi ed economici non vincolate dal matrimonio o impossibilitate a contrarlo. Abbiamo impiegato un po’ di tempo per analizzare attentamente la proposta, affinché si potesse creare uno strumento non “simbolico” ma soprattutto efficace. Abbiamo ritenuto indispensabile l’adozione di un vademecum dei diritti dei conviventi che riguarda i più svariati ambiti della vita quotidiana, per i quali anche le coppie conviventi possono avere tutele, anche per sgomberare il campo da preconcetti e false attese. Importante è stato l’apporto dato dall’Associazione Arci Articolo Tre Palermo “Salvatore Rizzuto Adelfio” che ha incontrato lo scorso novembre l’Amministrazione Comunale per discutere sul tema dei  diritti LGTB in Comune e che ci ha dato conferme sull’affidabilità del testo che stavamo proponendo.
Petralia Sottana è il terzo comune delle Madonie, dopo Castellana Sicula e Collesano, a dotarsi del Registro delle Unioni Civili. Cosa significa per dei piccoli centri riconoscere le unioni civili?
I Comuni che hanno espresso l’intento di tutelare le coppie di fatto hanno creato uno strumento utile, ma dovranno seguire una serie di singoli atti e disposizioni degli uffici competenti per promuovere misure volte alla tutela delle pari opportunità nei più svariati settori. È comunque un piccolissimo passo in attesa che il Parlamento legiferi su una materia così importante e delicata, in modo da riportare l’Italia allo standard degli altri paesi europei in materia di diritti civili, che sono il fondamento della nostra civiltà; è compito di una istituzione come il Comune, quella più vicina ai cittadini, fare di tutto per diffondere la cultura della non discriminazione, usando gli strumenti a sua disposizione. In attesa di una legge nazionale, essere iscritti al registro può essere un’opportunità: non dimentichiamo che alla Regione, con la finanziaria, era stata varata una norma che facilitasse l’accesso alla prima abitazione alle giovani coppie, anche quelle di fatto iscritte da almeno un anno nel Registro delle Unioni Civili dei Comuni, norma che in futuro potrebbe essere riproposta. 
Sono in programma altre iniziative che possano promuovere la cultura della non discriminazione?
Promuoveremo nuove iniziative a favore della cultura della non discriminazione, ma ritengo che non debbano essere mosse esclusivamente dal Comune. Fondamentale deve essere l’apporto della società civile e delle libere Associazioni democratiche operanti del territorio per diffondere le proposte per la parità di trattamento e l'assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta basata sul genere, l’appartenenza etnica, il credo religioso o le convinzioni personali, le disabilità, l'età o l’orientamento sessuale. Stiamo prospettando l’adesione al programma dell'UNICEF “Città amiche delle bambine e dei bambini” in cui rientra anche l’iniziativa "Io come Tu. Mai nemici per la pelle" per ribadire il diritto alla non discriminazione dei bambini e degli adolescenti di origini straniera che vivono studiano e crescono in Italia e dare la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri che risiedono e nascono nei comuni italiani. Per essere veramente al passo con i tempi bisognerebbe andare oltre gli atti simbolici; c’è bisogno, anche in questo caso, di una legge e ci auguriamo che i DdL sullo “ius soli” dimenticati in Parlamento vengano al più presto esaminati ed approvati.
Abbiamo raccolto anche il parere di Carlo Verri, ex Consulente per le politiche contro la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere al Comune di Palermo e membro dell’Associazione Arci Articolo Tre Palermo “Salvatore Rizzuto Adelfio”, che ha dato dei suggerimenti per la stesura finale del regolamento.
Buonasera Carlo. Come la sua Associazione ha contribuito all’istituzione del Registro delle unioni civili a Petralia Sottana?
L’iter di redazione di un regolamento per le unioni civili era già iniziato quando, a novembre 2013, l’Associazione Articolo Tre ha incontrato l’Amministrazione Comunale di Petralia Sottana, in occasione di un evento di sensibilizzazione alla cultura dei diritti, contro la discriminazione a sfondo sessuale e per identità di genere. Articolo Tre è intervenuta quindi solo in un secondo momento, dialogando con il Comune sugli strumenti che un Ente Locale può utilizzare per rendere concreta  la lotta contro le discriminazioni.
Spieghi ai nostri lettori cosa è il Registro delle unioni civili
Il Registro è uno strumento di natura amministrativa, al quale gli enti locali possono far ricorso per riconoscere le unioni che il Regolamento anagrafico del 1989, all’articolo 4, definisce “famiglie”: “Agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. Una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona.”. Il Registro riconosce alcuni diritti e garantisce la fruizione di determinati servizi che i Comuni, compatibilmente con le proprie possibilità economiche, offrono alle famiglie.
Perché è importante che anche i piccoli centri si dotino del Registro delle unioni civili?
L’istituzione del Registro è importante a prescindere dalle conseguenze concrete per chi vi accede: costituisce, infatti, un segnale forte da parte dell’ente locale più vicino al cittadino, il Comune appunto, che fa tutto ciò che è in suo potere per colmare la situazione di discriminazione che le coppie di fatto vivono ogni giorno. Il registro ha senso se è inserito in un ventaglio più ampio di politiche a favore della cultura dei diritti: ad esempio, l’iscrizione dei comuni alla rete Re.A.Dy. che permette alle amministrazioni di condividere le buone pratiche in materia di lotta alla discriminazione. Questa rete è uno strumento importante, soprattutto perché manca, ad oggi, una legislazione nazionale sulla tematica. Inoltre, l’approvazione del registro è politicamente rilevante: se tanti comuni lo istituiscono possono costituire un elemento di pressione a livello nazionale e spingere il parlamento a legiferare in merito. Nei territori più piccoli, considerati periferici, ma che poi tanto periferici non sono, come le Madonie, l’istituzione del Registro consente di parlare dell’argomento e di diffondere la cultura della non discriminazione. Le Madonie, forse perché tradizionalmente di sinistra, sono un territorio aperto rispetto ad altri in Sicilia: già Petralia Sottana, Castellana Sicula e Collesano hanno approvato il registro, altri iter sono in attesa di approvazione; abbiamo avuto risposte positive e organizzato tanti eventi, l’ultimo a Isnello, l’8 marzo. Il fatto che le istituzioni si muovano in questo senso fa ben sperare, anche perché alimenta un comune sentire a livello di opinione pubblica: discriminare è sbagliato e culturalmente scorretto! 

Articolo tratto da: http://www.madoniepress.it/mp-unioni-civili-a-petralia-sottana-parla-lassessore-lucia-macaluso-3944.asp#sthash.DaWJnfWo.dpuf

lunedì 19 maggio 2014

"CHI" e il maschilismo in chiave omosessuale

di Luigi Carollo* 
 
Ho trovato molto bella la ormai nota lettera di Veronica Lario a proposito del modo in cui il settimanale "Chi" ridicolizza la sua forma fisica con annesso consiglio di rivolgersi ad un chirurgo plastico. Ma in questo caso mi interessa di più parlare di Alfonso Signorini. Il tema della complicità di noi maschi omosessuali con quella stessa cultura "etero-normata" dalla quale siamo discriminati mi appassiona molto negli ultimi anni. E mi dispiace che non sia tema di dibattito dentro il Movimento Lgbt. A mio parere Signorini (direttore di "Chi") è un esempio perfetto di questa connivenza: come ha dimostrato anche nelle sue trasmissioni televisive, la cultura di cui è portatore è un elogio costante del corpo perfetto, tra svenimenti dinanzi ai pettorali di Gabriel Garko e siparietti col culo delle vallette in bella mostra; tra servizi su principesse annoiate ma attillatissime e urletti scandalizzati dinanzi ad un filo di cellulite; dall'apologia del lifting e del botox alle risatine sulla ciccia e sulle rughe. Signorini è uno spregevole esempio di "frocio televisivo" che esalta il potente di turno e sghignazza sui difetti dei deboli; che esalta l'amore materno ma scrive solo di corna, lusso e vacanze milionarie. E che, soprattutto, (ri)conosce un solo tipo di donna: quella eternamente giovane, condannata ad una perenne bellezza, possibilmente ricca e famosa e invidiata ed inevitabilmente griffata persino quando viene paparazzata mentre innaffia una pianta. Griffata, ovviamente, da stilisti uomini che quasi sempre condividono verso le donne la stessa forma di "amore" dei giornalisti gossippari: un amore che pretende di esaltare la bellezza smagrendo i corpi, emaciando i volti, assottigliando le vite, gonfiando tette e labbra. E, di conseguenza, consegnando al pubblico ludibrio persino il naturale invecchiamento. Secondo regole che non valgono per gli uomini. Ed è davvero molto triste che moltissimi omosessuali si appassionino agli stereotipi del gossip e della moda senza comprendere che la cultura che ha creato quel modello di Donna e quello sguardo da Uomo è la stessa che ci rappresenta poi come maschi difettosi o come femmine mancate o, comunque, come persone da discriminare. Del resto anche le riviste ed i social gay (così come il 90% della comunicazione pubblicitaria rivolta alle persone gay) è un trionfo di corpi scolpiti, giovani, perfetti; di carne che suscita e vende solo desiderio. Una comunicazione che trasferisce nella rappresentazione del corpo maschile gli stessi canoni e gli stessi linguaggi con cui il corpo femminile viene consegnato al voyeurismo degli uomini eterosessuali. Il che ci rende crudelmente e masochisticamente complici non solo dell'imperante maschilismo misogino ma anche di quel processo di cristallizzazione del "maschile" che condanna l'Uomo dentro una gabbia di perenne arrapamento, di desiderio vissuto come possesso, di pulsione verso il potere e la ricchezza (intesi come strumenti per comprare e possedere tutto, persino i corpi ed il tempo), di delirio di onnipotenza nel plasmare il "modello" ed il corpo non solo di sè ma anche di ogni altro da sè (nel senso che il "maschile" definisce anche il "femminile" ed i diversi orientamenti sessuali per ognuno dei due generi). Signorini, da direttore di settimanali molto popolari e da uomo di televisione, occupa un ruolo di potere grazie al quale sarebbe in grado di mettere in discussione questi stereotipi e destrutturare il linguaggio troppo spesso violento ed oppressivo della rappresentazione del corpo femminile; invece ha scelto di agire da megafono e da ripetitore. Così come facciamo in molti tra noi omosessuali nel linguaggio e nelle pratiche di ogni giorno. Una potenziale rivoluzione trasformata in complicità reazionaria. Senza comprendere che questa complicità finisce col cancellare anche la nostra stessa differenza e quindi la nostra stessa libertà.
(Una piccola postilla per la signora Veronica Lario: al suo posto avrei evitato di usare l'argomento "il giornale "CHI" dovrebbe rispettarmi anche se non sono più la signora Berlusconi, se non altro perchè sono la madre dei figli di Berlusconi". Chiedere rispetto in quanto moglie-di o madre-di mi pare maschilisticamente contraddittorio col resto della bella lettera).


Proiezione del film "UNIQUE"


APPUNTAMENTO LUNEDì 19 MAGGIO 2014 ALLE 21,00 AI CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA A PALERMO

per la Proiezione GRATUITA del film "UNIQUE" un docufilm sull'Identità di Genere cui seguirà un dibattito con:

Gianni Torres (Regista)
Mirko Pace Pres. Arcigay Palermo
Luigi Carollo per ARCI Articolo Tre Palermo "Salvatore Rizzuto Adelfio" - Associazione LGBT
Marco Carnabuci per Avvocatura per i Diritti LGBT - Rete Lenford

modera il dibattito Chiara Di Benedetto,
deputata alla Camera del Movimento 5 Stelle (Comm. Cultura Camera)

Il film, girato in diversi angoli del pianeta per documentare 5 storie unique al mondo, mira a comprendere il presente ed il futuro del transgenderismo, ed è diviso in episodi.
Dopo il successo dell’anteprima mondiale, avvenuta lo scorso aprile al Bifest di Bari, alla presenza dell’attivista internazionale Mariela Castro, “Unique” ha continuato il suo percorso al Torino GLBT Festival, definito il più longevo festival a tematica LGBT.

“Unique” è un documentario low budget, prodotto da “Altre Produzioni” con il sostegno dell’Apulia Film Commission, scritto e diretto da Gianni Torres, della durata di 75’, con le musiche di Chopin (eseguite dal pianista Ettore Papadia), di Vincenzo Abbracciante, di Alessandro Palmitessa e di Mirko Signorile.

venerdì 9 maggio 2014

Scuola e famiglie: una prospettiva di genere.


Scuola e famiglie: una prospettiva di genere. 17 maggio, Teatro Biondo

Ore 9.00 -11.00 Seminario Genere e formazione, organizzato da Arcigay Palermo, ARCI Articolo Tre “Salvatore Rizzuto Adelfio”, Agedo Palermo e Famiglie Arcobaleno Palermo.
Intereventi di Maria Garro (docente di Psicologia Giuridica e delle Pari Opportunità – Università di Palermo); Celeste Costantino (deputata Sel). Conduce Paolo Patanè (Palermo Pride 2014).
Ore 11.00 – 11.30 Coffee break
Ore 11.30 – 13.00 Tavola rotonda Famiglia nucleare – Famiglie arcobaleno con Emma Dante (drammaturga, artista residente dello Stabile palermitano, regista teatrale e cinematografica); Gilda Terranova (docente di Lettere di Scuola Secondaria di primo grado); Olga Rago (rappresentante Famiglie Arcobaleno per la Sicilia); Daniela Tomasino (rappresentante Arcigay Palermo). Conduce Giovanni Lo Monaco (responsabile attività formative per il Sicilia Queer).
Ore 21 Anteprima dello spettacolo Ballarini di Emma Dante con Sabino Civilleri e Emanuela Lo Sicco.
  • Le attività e lo spettacolo suindicati avranno luogo presso la sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo, via Roma 258. L’iniziativa fa parte del progetto Maggio Queer, nato dalla collaborazione fra l’Assoc. Cult. Sicilia Queer e lo Stabile cittadino.
La mattinata di formazione sarà a ingresso libero. Il pubblico verrà accolto fino ad esaurimento posti.

mercoledì 7 maggio 2014

Sostieni il Mediterraneo Antirazzista 2014

Campagna di promozione per la raccolta fondi attraverso il Crowdfunding, piattaforma on line per il finanziamento "dal basso" delle idee.
Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse attraverso l’utilizzo di una piattaforma on-line.
Ogni anno il Mediterraneo Antirazzista incontra il favore e la partecipazione di un pubblico sempre più vasto, ma dopo sei anni è ormai impossibile gestire una manifestazione cresciuta esponenzialmente con le limitate risorse che le hanno dato vita dal 2008.
La possibilità di assecondare ancora questa crescita è frenata dall’apporto finora largamente insufficiente delle Istituzioni.
La scarsità di risorse contrasta, infatti, con la caratteristica principale del Mediterraneo Antirazzista: l’assoluta gratuità di tutti gli appuntamenti e l’accessibilità a tutti i servizi ad essa connessi.
Stanchi delle trattative, delle risposte sempre sospese, delle lunghe attese per ottenere quel minimo di finanziamenti che garantiscano la vita alla manifestazione, abbiamo deciso di raccogliere parte dei finanziamenti attraverso il crowdfunding, grazie al portale Produzioni dal Basso.
Uno strumento per chi vuole davvero, concretamente, difendere e sostenere il Mediterraneo Antirazzista.
Si può contribuire fino al 20 Maggio con una donazione libera ed è possibile farlo da qui:
https://www.produzionidalbasso.com/pdb_3701.html
Attraverso la tua partecipazione, Mediterraneo Antirazzista riuscirà a sostenersi ed a crescere.
Per far parte di una storia, di un progetto reale.
Per fare in modo che i temi che trattiamo siano oggetto di attenta riflessione ed azioni concrete.
Per il Mediterraneo che noi tanto ci auspichiamo e per il quale tanto lottiamo nella nostra quotidianità.
Sostieni il nostro progetto e aiutaci a diffonderlo! Vi aspettiamo.

http://www.mediterraneoantirazzista.org/ 

martedì 6 maggio 2014

Si aprono i cancelli del PYC



SABATO 10 MAGGIO 2014 ore 17


si aprono i cancelli del PYC - Palermo Youth Centre



IL PYC OSPITERA' SIN DALLA SUA APERTURA ANCHE ARTICOLO TRE

Il Palermo Youth Centre vuole essere il luogo per cominciare insieme alla cittadinanza un percorso sociale e culturale che riporti la voglia di vivere attivamente la nostra città, proporre ed instaurare circuiti virtuosi di condivisione di spazi e di idee, con l’unico fine di uscire dalla mediocrità che imbriglia la nostra città.
I tempi sono maturi per imprimere una svolta reale al futuro di Palermo.


►START 17.00 

"DI PASSAGGIO E IN PERMANENZA"
Mostra fotografica di Elena Santino e Salvo Barilotto

►APERITIVO & Ant Len DJ SET

► ►►►LIVE BAND

►GIUFFRIDA TRIO


►TARTAMELLA AND MELODY MAKERS

(rock'n'roll, rockabilly)
https://www.youtube.com/channel/UCv_HHFgtzpAvqrUJP4Yle2A

►AJDE DJ SET

►►►INGRESSO RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AI TESSERATI ARCI

PRETESSERAMENTO

https://docs.google.com/forms/d/1fK3rysdZRhm4EgT7B49I_ZJNNrMfCoXdFxE1Pw3Grhc/viewform?usp=send_form

COSTO TESSERA ARCI ANNUALE ►►► 5 EURO


AMMINISTRAZIONE 
3491467366 Federico
3291267508 Alessio

EVENTI & ATTIVITà
3282699309 Ciccio
3281541452 Enrico



Via De Spuches 20 - Palermo

Matrimonio gay. La sentenza del Tribunale di Grosseto che ordina al Comune la trascrizione



Tribunale Grosseto, ordinanza 09.04.2014    -     FONTE: http://www.altalex.com/

Il matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrato all’estero può essere trascritto nei Registri dello stato civile secondo il Tribunale di Grosseto, poiché non è contrario all’ordine pubblico, è valido e produce effetti giuridici nel luogo in cui è stato pubblicato e infine non sussiste né a livello di legislazione interna né nelle norme di diritto internazionale privato, un riferimento alla diversità di sesso quale condizione necessaria per contrarre matrimonio. La trascrizione avrà natura certificativa e di pubblicità di una situazione già avvenuta e non costitutiva secondo le regole generali in materia.

Ha fatto discutere la decisione del Tribunale di Grosseto (sentenza del 9 aprile 2014) di accogliere il ricorso di una coppia omosessuale composta da un giornalista e un architetto i quali, dopo essersi uniti in matrimonio a New York nel 2012, avevano chiesto la trascrizione dell’atto nei registri dello stato civile del comune di residenza. L’Ufficiale aveva negato loro la trascrizione sostenendo che nel nostro ordinamento non è previsto il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso poiché in contrasto con l'ordine pubblico.
I coniugi ricorrono al Tribunale ai sensi dell’art. 95 del D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396sull’Ordinamento dello stato civile, per opporsi al rifiuto dell'ufficiale dello stato civile di eseguire la trascrizione.
Nel corso del giudizio anche l’intervento del P.M. è avverso alle istanze dei ricorrenti e si basa sulla circostanza di fatto secondo cui in Italia non esiste una legge che attribuisca effetti giuridici al matrimonio celebrato tra persone dello stesso sesso e, pertanto, la trascrizione di unioni omosessuali non è consentita.
Per sostenere la tesi viene citato un precedente illustre della Suprema Corte, la sentenza 15 marzo 2012, n. 4184. Il caso deciso qualche anno fa dalla Cassazione riguardava una coppia omosessuale di Latina che consacrò l’unione in Olanda e tentò di far trascrivere il matrimonio in Italia. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello respinsero l’istanza, ribadendo la contrarietà all’ordine pubblico italiano del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
In quell’occasione però la Cassazione si distaccò dal precedente criterio dell’”inesistenza” dell’atto di matrimonio celebrato all’estero e pur giungendo alla medesima soluzione dell’intrascrivibilità dell’atto per “inidoneità a produrre effetti giuridici” nell’ordinamento italiano, riconobbe che anche i componenti di una coppia omosessuale stabilmente convivente sono considerati titolari del “diritto a una vita familiare” e del “diritto di vivere liberamente una condizione di coppia” in quanto formazioni sociali ex art. 2 Cost.
Per questo motivo, anche se secondo la legislazione italiana la coppia omosessuale non può far valere il diritto a contrarre matrimonio e, quindi, neanche il diritto a trascrivere il matrimonio contratto all'estero, tuttavia, in presenza di “specifiche situazioni”, i componenti della coppia hanno diritto a un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia eterosessuale coniugata.
Secondo i giudici del Tribunale di Grosseto, quella sentenza della Cassazione contiene, anche se non esplicitamente, un giudizio sulla non contrarietà all’ordine pubblico del matrimonio omosessuale. La Cassazione ha, infatti, riconosciuto come valido il principio espresso nella sentenza del 24 giugno 2010 della Corte Europea dei diritti dell'uomo con la quale è stato stabilito che il diritto al matrimonio, di cui all'art. 12 della Convenzione, non deve essere limitato ai casi di matrimonio tra persone di sesso opposto, ma deve avere un nuovo e più ampio contenuto, che include il matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso. La disposizione deve essere letta in correlazione anche con l’art. 14 che vieta ogni discriminazione nell’attribuzione e nel godimento dei diritti dell’uomo individuati nella Convenzione.
Anche Corte Costituzionale, con la sentenza 15 aprile 2010, n. 138, solo qualche mese prima, si era espressa sulla questione di legittimità costituzionale delle norme poste a fondamento del rifiuto dell'ufficiale di stato civile di procedere alle pubblicazioni del matrimonio di due persone dello stesso sesso, e nella parte in cui non consentono a persone di orientamento omosessuale di contrarre matrimonio.
Pur negando l'esistenza di una norma costituzionale che riconosca il diritto al matrimonio di persone dello stesso sesso, la sentenza della Consulta affermò che nel concetto di “formazioni sociali” di cui all'art. 2 Cost. è inclusa l'unione omosessuale, ma il riconoscimento e la garanzia di tale diritto, è da ricondurre ad un’esclusiva scelta del Parlamento.
Passando ad esaminare la normativa di riferimento per la trascrizione degli atti di matrimonio celebrati all'estero, il Tribunale di Grosseto ha indicato cinque disposizioni:
  • l'art. 18 del DPR n. 396/2000, secondo cui gli atti formati all'estero non possono essere trascritti se sono contrari all'ordine pubblico;
  • l'art. 27 della legge n. 218 del 1995, secondo cui "la capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio";
  • l'art. 28 della legge n. 218 del 1995, secondo cui "il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento";
  • l'art. 65 della legge n. 218 del 1995, secondo cui “hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonché all'esistenza di rapporti di famiglia o di diritti della personalità quando essi sono stati pronunciati dall'autorità dello Stato la cui legge è richiamata dalle norme della presente legge o producano effetti all'ordinamento di quello Stato, anche se pronunciati da autorità di altro Stato, purché non siano contrari all'ordine pubblico e siano stati rispettati i diritti essenziali della difesa”;
  • l'articolo 115 del codice civile, secondo cui il cittadino italiano è soggetto alle disposizioni contenute nel Codice Civile del titolo VI del libro primo sul Matrimonio, anche quando contrae matrimonio in un paese straniero.
Secondo i giudici, esaminando testualmente gli artt. da 84 a 88 del codice civile, non c’è alcun riferimento al sesso delle persone quale condizioni necessaria per contrarre matrimonio.
In questo punto la sentenza del Tribunale toscano compie una forzatura. Infatti, la diversità di sesso è considerata requisito minimo indispensabile per l’esistenza del matrimonio civile da diverse pronunce di legittimità. Si tratta, inoltre di un principio implicito a fondamento dell'istituto, come emerge da diverse disposizioni quali, ad esempio, l'art. 107 c.c., che parla di marito e moglie, o l'art. 5 della legge sul Divorzio, ancora, l'art. 9 l. n. 74 del 1987 dove il legislatore nel riferirsi ai termini “moglie e marito” fa chiaramente riferimento ad una parte femminile e una parte maschile del rapporto. 
Oltre a questo, il Tribunale di Grosseto ritiene incontestato che il matrimonio celebrato a New York sia valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo della celebrazione, e che esso sia produttivo di effetti giuridici nell'ordinamento dello Stato dove è stato celebrato.
Non essendo violata nessuna delle disposizioni di legge sopra richiamate, che impedisca la trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all'estero secondo le forme previste dalla legge straniera e che, quindi, spieghi effetti civili nell'ordinamento dello Stato dove è stato celebrato, e non avendo questa trascrizione natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé, i giudici hanno ordinato all’Ufficiale dello stato civile di procedere alla trascrizione. In questo senso la trascrizione, non influisce direttamente sullo status dei due soggetti, ma sarà importante per dimostrare, come per tutte le coppie di fatto, la stabilità o la durata dell’unione. Si pensi al caso dell’affidamento di un minore alle coppie omosessuali i cui casi sono sempre più frequenti.
Al di la del tipo di argomentazioni usate in sentenza, la decisione dovrebbe stimolare il legislatore a prendere una posizione sull’argomento delle coppie omosessuali e più in generale delle coppie di fatto.
L’Italia è l’unico Paese europeo che non ha ancora legiferato in materia di unioni omosessuali.  
In Europa, il matrimonio same-sex è stato riconosciuto in dieci Stati (Islanda, Gran Bretagna ad esclusione dell’Irlanda del Nord, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca, Svezia e Norvegia). Negli Stati Uniti, oltre allo stato di New York in cui il same-sex marriage è stato legalizzato con il Marriage Equality Act del 24 giugno 2011, sedici stati già lo riconoscono, e risultano pendenti più di trenta procedimenti giudiziari volti ad ottenere il riconoscimento del diritto di contrarre matrimoni omosessuali. E’ infine ammesso in Brasile, Argentina, Uruguay, Sudafrica, Canada e Nuova Zelanda.
Una recente decisione della Corte Edu (7 novembre 2013 caso Vallianatos e altri contro Grecia) su ricorso di alcune coppie omosessuali, per violazione del divieto di non discriminazione nell’accesso alle unioni civili rispetto alle coppie eterosessuali, ha condannato la Grecia al risarcimento dei danni in favore delle coppie ricorrenti, riscontrando una discriminazione per orientamento sessuale nel diritto al rispetto della vita privata e familiare. La Corte, in quell’occasione, ha valutato se il margine di apprezzamento riconosciuto agli Stati membri nel differenziare il trattamento giuridico delle persone in situazioni analoghe, fosse stato esercitato in conformità ai parametri specificati nel tempo dalla stessa Corte, ossia se la disparità fosse giustificata da un “fine legittimo e da una obiettiva e ragionevole ratio”.
A questo punto ci si domanda se, anche alla luce di tale decisione, possa essere rilevata una violazione degli articoli 8 e 14 della Convenzione anche da parte dell’Italia, se si ritiene insufficiente, alla luce di quanto affermato dai Giudici di Strasburgo, la tutela giudiziaria offerta per “singole situazioni giuridiche” secondo l’orientamento come dichiarato nellasentenza 15 marzo 2012, n. 4184 della Corte di Cassazione, sez. I.
E’ aperta la strada della querelle giudiziaria e quindi delle soluzioni sul piano giudiziario nell’attesa che il parlamento disciplini la materia delle coppie di fatto e del riconoscimento delle coppie omosessuali.
Aggiornamento:
(Altalex, 14 aprile 2014. Nota di Giuseppina Vassallo)

Tribunale di Grosseto
Ordinanza 3-9 aprile 2014
(Giudice Ottati)
Sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 3 aprile 2014 nel procedimento n. (…) V.G., osserva:
1. Il provvedimento di rifiuto dell'Ufficiale di Stato Civile del Comune di Grosseto di trascrivere nei registri dello stato civile l'atto di matrimonio celebrato con rito civile il 6.12.2012 a New York (USA) tra i sigg. G. C. e S. B. si fonda sulle seguenti motivazioni:
a) la normativa italiana non consente che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio;
b) non è possibile trascrivere l'atto di matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso, "in quanto nel nostro ordinamento non è previsto il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso in quanto in contrasto con l'ordine pubblico”;
c) l'art. 27 della legge n. 218 del 1995 dispone che la capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio;
d) non è applicabile, nel caso di specie, la normativa contenuta nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (CEDU), ancorché ratificata con la legge n. 849 del 1955, la quale la esclude stabilendo all'art. 9 che "il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio”.
Il Pubblico Ministero ha espresso parere sfavorevole in ordine all'accoglimento del ricorso ex art. 95 del DPR n. 396 del 2000 presentato dai sigg. C. e B. avverso il succitato provvedimento di rifiuto dell'Ufficiale di Stato Civile del Comune di Grosseto sul presupposto che l'ordinamento italiano non attribuisce effetti giuridici al matrimonio celebrato tra persone dello stesso sesso e, pertanto, la trascrizione di unioni omosessuali non è possibile.
Sia l'Ufficiale di stato Civile del Comune di Grosseto sia il Pubblico Ministero hanno fatto riferimento, tra l'altro, alla sentenza n. 4184 del 15.3.2012 della Corte di Cassazione.
2. Si osserva, innanzitutto, che il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso celebrato all'estero non è inesistente per lo stato italiano (Cass. n. 4184/12) e non è contrario ali'ordine pubblico, come la Suprema Corte ha riconosciuto, sia pure non esplicitamente, nella seconda parte della motivazione della sentenza n. 4184/12 laddove ha richiamato la sentenza 24 giugno 2010 della Corte Europea dei diritti dell'uomo (prima sezione caso Shalk e Kopf contro Austria) con la quale è stato stabilito che “la Corte non ritiene più che il diritto al matrimonio di cui all'art. 12 della CEDU debba essere limitato in tutti i casi al matrimonio tra persone di sesso opposto”, ed ha affermato che “il diritto al matrimonio riconosciuto dall'art. 12 della CEDU ha acquisito un nuovo e più ampio contenuto, inclusivo anche del matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso”.
3. La normativa di riferimento per la trascrizione degli atti di matrimonio celebrati all'estero corrisponde, essenzialmente, alle seguenti disposizioni:
a) l'art. 18 del DPR n. 396 del 2000, secondo cui gli atti formati all'estero non possono essere trascritti se sono contrari ali'ordine pubblico;
b) l'art. 115 del codice civile, secondo cui il cittadino italiano è soggetto alle disposizioni contenute nella sezione I del capo III del titolo VI del libro primo anche quando contrae matrimonio in paese straniero secondo le forme ivi stabilite;
c) l'art. 27 della legge n. 218 del 1995, secondo cui "la capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio";
d) l'art. 28 della legge n. 218 del 1995, secondo cui "il matrimonio è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almeno uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento";
e) l'art. 65 della legge n. 218 del 1995, secondo cui “hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla capacità delle persone nonché all'esistenza di rapporti di famiglia o di diritti della personalità quando essi sono stati pronunciati dall'autorità dello Stato la cui legge è richiamata dalle norme della presente legge o producano effetti all'ordinamento di quello Stato, anche se pronunciati da autorità di altro Stato, purché non siano contrari all'ordine pubblico e siano stati rispettati i diritti essenziali della difesa”.
4. Alla luce delle sopra richiamate normative, il tribunale ritiene che l'atto di matrimonio oggetto del ricorso dei sigg. C. e B. possa essere trascritto nei registri dello stato civile del Comune di Grosseto, non essendo ravvisabile, nel caso di specie, alcuno degli impedimenti derivanti dalle stesse disposizioni in quanto:
a) come chiarito al punto 2, il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso celebrato ali'estero non è contrario ali'ordine pubblico;
b) nelle norme di cui agli artt. da 84 a 88 del codice civile non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie per contrarre matrimonio;
c) l'art. 27 della legge n. 218 del 1995 contiene un implicito richiamo alle condizioni necessarie per contrarre matrimonio di cui alla sezione I del capo III del titolo VI del libro primo del codice civile, dunque vale quanto precisato alla precedente lettera b);
d) è incontestato che il matrimonio celebrato ali'estero è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo della celebrazione, come nel caso di specie;
e) è incontestato che il matrimonio in oggetto è produttivo di effetti giuridici nell'ordinamento dello Stato dove è stato celebrato e non è contrario all'ordine pubblico;
e non essendo previsto, nel nostro ordinamento, alcun ulteriore e diverso impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all'estero secondo le forme previste dalla legge straniera e che, quindi, spieghi effetti civili nell'ordinamento dello Stato dove è stato celebrato, non avendo tale trascrizione natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé sulla base del principio “tempus regit actum” (Cass. n. 17620/13; Cass. n. 10351/98).
P.T.M.
Ordina all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di Grosseto di trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio contratto in data 6.12.2012 in New York (USA) con rito civile tra C. G., nato a (…) in data (…) e B. S., nato a (…) (…) il(…).
Così deciso nella camera di consiglio del 3 aprile 2014.