giovedì 5 marzo 2015

#DIRITTINSICILIA!

#DIRITTINSICILIA!



mercoledì 4 marzo 2015

DIRITTI IN SICILIA! Brindisi per festeggiare l'approvazione della legge antidiscriminazioni e unioni civili


Venerdì 6 marzo 2015 ore 21
PYC - Via Giuseppe De Spuches 20 - Palermo
Articolo Tre e PYC invitano tutte e tutti ad un brindisi per festeggiare l'approvazione - avvenuta questa sera - della Legge Regionale contro le discriminazioni che, tra l'altro, per prima in Italia istituisce il registro regionale delle unioni civili.

(Ingresso libero con tessera ARCI, sarà possibile tesserarsi al momento ad Articolo Tre)

di seguito il testo della Legge.
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Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento
 sessuale o dall’identità di genere.
Istituzione del registro regionale delle unioni civili.

ARTICOLO 1
Finalità
1. La Regione riconosce le formazioni sociali e culturali nelle quali si promuovono la personalità umana e il libero svolgimento delle sue funzioni e attività, rifiutando qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione, all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
2. La Regione riconosce, altresì, ogni forma di convivenza e adotta politiche finalizzate a consentire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, promuovendo il superamento delle situazioni di discriminazione, secondo le disposizioni della presente legge.
3. La Regione, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, dell’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dell’articolo 19 del Trattato per il funzionamento dell’Unione europea, promuove la realizzazione e l’implementazione della Rete regionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni, anche attraverso le attività del centro regionale di coordinamento per la prevenzione e contrasto delle discriminazioni di cui al protocollo d’intesa adottato il 12 dicembre 2013 tra l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro – Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.  
4. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali, in conformità a quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, dalla legge 8 novembre 2000 n. 328 e dal decreto del Presidente della Regione del 4 novembre 2002, concernente le linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario della Regione siciliana, ha carattere universale ed è teso a promuovere la parità di condizioni senza alcuna discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
5. Gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione sono tenuti a uniformarsi ai principi della presente legge.

ARTICOLO 2
Registro regionale delle unioni civili
1. Per le finalità della presente legge è istituito il registro regionale delle unioni civili presso l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, sono disciplinate le modalità di iscrizione e di cancellazione dal registro di cui al comma 1.

3. Il sistema integrato dei servizi destinati alla famiglia è esteso ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela e da vincoli affettivi, ai sensi di quanto previsto all'articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, purché iscritti nel registro di cui al comma 1 purché è soppressa.
4. I comuni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ed attenendosi ai principi in essa contenuti, adeguano i propri regolamenti al fine di tutelare e sostenere le famiglie, ex art. 2, 3, 29, 30 e 31 della Costituzione italiana, e le unioni civili iscritte nel registro di cui al comma 1 per la fruizione dei servizi comunali erogati e di favorirne l’integrazione attraverso l’attuazione di politiche sociali, culturali ed economiche del territorio.
 
ARTICOLO 3
Interventi in materia di istruzione, formazione professionale,
politiche del lavoro ed integrazione sociale. Formazione del personale
1. La Regione opera, nell’ambito delle proprie competenze, affinché il sistema integrato di istruzione e formazione professionale e il sistema dei servizi per l’impiego concorrano a garantire l’effettività del diritto all’istruzione e alla formazione durante tutto l’arco della vita e del diritto al lavoro. Essa opera per assicurare ad ogni persona, indipendentemente dall’appartenenza di genere o dall’orientamento sessuale, uguaglianza delle opportunità e non discriminazione nell’accesso ai percorsi di istruzione, istruzione superiore e formazione professionale, nell’inserimento al lavoro e nella fruizione dei relativi servizi, nei percorsi di carriera e nella retribuzione.
2. La Regione, per prevenire le discriminazioni legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale, persegue l’integrazione fra le politiche educative, scolastiche e formative e le politiche sociali e sanitarie, al fine di sostenere le persone e le famiglie nei loro compiti educativirealizza e promuove attività di educazione sui diritti umani provvede ad assicurare percorsi di inserimento e di integrazione sociale per le persone che risultino discriminate o esposte al rischio di esclusione sociale per motivi derivanti dall'orientamento sessuale o dalla identità di genere.
3. La Regione, nella redazione dei codici di comportamento dei propri dipendenti, si conforma ai principi di cui all’articolo 1.

ARTICOLO 4
Interventi in materia di prestazioni sanitarie e politiche sociali.
Compiti delle aziende sanitarie provinciali
1. La Regione opera, nell’ambito delle proprie competenze, in materia di programmazione e gestione dei servizi sanitari e sociali con riferimento alla finalità della presente legge, mediante l’attuazione dei principi di cui al presente articolo.
2. I componenti di un’unione civile registrata hanno il diritto senza alcun altra formalità ad avere accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni esigenza assistenziale e psicologica per ciascuno dei componenti dell’unione civile e a ciascuno di essi gli operatori devono riferirsi per tutte le comunicazioni e disposizioni di legge relative allo stato di salute di ciascun componente. I regolamenti delle strutture di ricovero e cura dovranno essere adeguati alle predette disposizioni.
3. La dichiarazione relativa alla qualità di componente di un'unione civile registrata è effettuata tramite dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi dell'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000. La predetta dichiarazione non ha alcuna scadenza. Essa può essere revocata con apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
4. Le aziende sanitarie provinciali, nell’ambito delle proprie competenze e nella programmazione del Piano sanitario regionale, assicurano adeguati interventi di informazione, assistenza, consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli alla libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere.

ARTICOLO 5
Comunicazione istituzionale e promozione culturale
1. La Regione, d’intesa con gli enti locali, anche attraverso i propri uffici per le relazioni con il pubblico e i propri strumenti informativi, adotta nelle proprie comunicazioni istituzionali modelli e linguaggi a tutela dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale e contro ogni forma di discriminazione.
2. La Regione e gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, favoriscono la produzione e l’offerta di eventi culturali e forme di socializzazione aperte alle diverse realtà esistenziali, come caratterizzati, tra l’altro, dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

ARTICOLO 6
Estensione delle competenze dell’Ufficio delle Consiglieri di parità
1. Le Consigliere di Parità intervengono anche nei casi di discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, per accogliere e valutare segnalazioni di persone nonché di istituzioni, associazioni e organizzazioni non governative che svolgano attività di promozione del principio della parità di trattamento e non discriminazione.

ARTICOLO 7
Accesso ai servizi pubblici e privati
1. La Regione, nell’ambito delle proprie competenze, opera per assicurare la trasparenza a garantire a ciascuna persona parità di accesso ai servizi pubblici e privati e dà attuazione al principio in base al quale le prestazioni erogate nell’ambito di tali servizi non possono essere negate né somministrate in maniera deteriore per cause riconducibili a discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
2. La Regione, nell’ambito delle proprie competenze e secondo le finalità della presente legge, opera al fine di riconoscere il diritto all’abitazione delle singole persone e delle famiglie e per rimuovere le cause che determinano disuguaglianze e disagio, secondo le disposizioni sull’edilizia residenziale sociale.

ARTICOLO 8
Dall’attuazione della presente legge non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.

ARTICOLO 9
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

INFODAY #cosedauomini - 7 marzo 2015





Comunicato stampa
INFODAY  #cosedauomini
SEMINARIO PUBBLICO
7 marzo 2015 - Ore 09.00/13.00
Educandato Statale  Maria Adelaide - Corso Calatafimi, 86 -  90129 Palermo

L’INFODAY  #cosedauomini è una giornata di informazione e sensibilizzazione sul fenomeno della violenza verso le donne rivolta soprattutto al coinvolgimento di uomini e di ragazzi in età scolare.
La giornata si svolge all’interno del progetto nazionale FIVE MEN (FIght ViolEnce against woMEN), finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma PROGRESS e dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sono partner del progetto anche l’Istituto per la Ricerca Sociale (IRS), l’Associazione Maschile Plurale e l’Associazione Donne in Rete contro la violenza (D.i.Re).
L'obiettivo del progetto è promuovere e diffondere un messaggio rivolto agli uomini e ai ragazzi per responsabilizzarli sul fenomeno della violenza e a questo fine si è realizzata una web series dal titolo “#COSEDAUOMINI”. La città di Palermo è una delle venti realtà italiane scelte, su propria candidatura, per la diffusione dei risultati del progetto.
La web series #cosedauomini verrà presentata nel corso dell’evento.
Il progetto si propone di rendere consapevoli uomini e ragazzi del loro ruolo nella lotta alla violenza contro le donne in vista di un possibile e auspicabile cambiamento culturale.
Nel dibattito ci si confronterà sulle esperienze di sensibilizzazione finora realizzate a Palermo e sulle potenzialità e criticità di questo lavoro. L’intento è costruire un confronto  e nuove sinergie su un tema complesso anche con il coinvolgimento della Rete Antiviolenza della Città di Palermo, le associazioni di donne che compongono  il Coordinamento 21luglio Palermo, dirigenti scolastici/che, insegnanti e studenti di alcune scuole superiori e gli uomini, studiosi e attivisti, che a Palermo su questo tema stanno approfondendo riflessioni, concetti e strumenti.
Sono invitate/i al dibattito tutte/i le/i cittadine/i e tutti i soggetti pubblici e privati che a Palermo sono impegnati nel contrasto e nella prevenzione della violenza contro le donne.
Per informazioni contattare Le Onde Onlus - Tel. e fax 091 327973 - Maria Grazia Patronaggio e Natalia Milan


Programma dei lavori
Ore 09.00            Registrazione dei partecipanti 
Ore 09.30            Saluti
Laura Piacenti  Dirigente scolastica dell’Educandato Maria Adelaide
                               Inizio lavori - Coordina Maria Grazia Patronaggio – Le Onde Onlus
                              
Ore 09.40           Presentazione del Progetto
Rappresentante del Dipartimento per le Pari Opportunità
                            Anna Maria Zucca   Coordinatrice del Progetto per l’ associazione Dire 


Proiezione video 

Ore 10.00            Barbara Evola                                   Assessora alla Scuola Comune di Palermo
                               Agnese Ciulla                                  Assessora alla Cittadinanza sociale Comune di Palermo
Maria Luisa Altomonte                Dirigente generale  USR Sicilia

Proiezione video

Ore 11.00            Iniziative di sensibilizzazione  e coinvolgimento a favore di ragazzi/e,  uomini e donne
Stefano Ciccone                              Maschile Plurale
                               Daniela Dioguardi                          UDIPALERMO
                               Viviana Mercurio                           Associazione le Onde Onlus     
Francesco Seminara                      Attivista
Giuseppe Burgio                            Università di Palermo
Alessandra Notarbartolo            Coordinamento antiviolenza 21 luglio
                              
Ore 12.00            Le difficoltà nei  percorsi di uscita dalla violenza in assenza di un lavoro parallelo
 con gli uomini
Adriana Piampiano  Responsabile  Casa di MaiaLe Onde Onlus
Dibattito             saranno coinvolti la Rete  Antiviolenza della Città di Palermo  il Coordinamento Antiviolenza 21 luglio ,il Garante per l’infanzia e l’adolescenza Lino D’Andrea, Ferdinando Siringo  Presidente Cesvop Palermo, il  Gruppo Agesci di Piana degli Albanesi, Luigi Carollo Ass. Articolo 3 “Salvatore Rizzuto Adelfio”, dirigenti scolastiche/ci  e insegnanti scuola superiore, studenti e studentesse.
ore 13.00             Chiusura dei lavori Vittoria Messina



Sarà offerto un caffè di benvenuto

martedì 3 marzo 2015

1° giorno di discussione DDL antidiscriminazioni


Oggi l'Assemblea Regionale Siciliana ha votato e approvato gli articoli della Legge contro le Discriminazioni che introduce il Registro Regionale delle Unioni Civili. Domani il voto definitivo sul testo integrale. Incrociamo le dita e rinviamo a domani i festeggiamenti ed i doverosi ringraziamenti.

lunedì 2 marzo 2015

DDL REGIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI: LE ASSOCIAZIONI: “SIA APPROVATO SENZA EMENDAMENTI”

DDL REGIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI E REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI: LE ASSOCIAZIONI: “SIA APPROVATO SENZA EMENDAMENTI”
 

Assemblea Regionale Siciliana
Il disegno di legge in discussione nel parlamento siciliano, contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere e sulle unioni civili è la tappa finale di un lungo percorso, durato ben sette anni, portato avanti da diverse associazioni LGBTI siciliane. Dopo più di due anni dalla presentazione all'ARS, e dopo la sua approvazione in prima commissione a settembre, giovedì 26 febbraio è stato incardinato all’ARS, con termine per la presentazione degli emendamenti fissato per lunedì 2 marzo alle 13.

Questo bel testo, che prevede l'istituzione di un registro regionale delle unioni civili (il primo in Italia), interventi in materia di istruzione, formazione professionale, politiche del lavoro, integrazione sociale, formazione del personale, prestazioni sanitarie (con la possibilità di designare una persona, indipendentemente dal legame di parentela, che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura e a cui gli operatori sanitari possano riferirsi per ogni comunicazione riguardante il designante), accesso ai servizi pubblici e privati, comunicazione istituzionale e promozione culturale, è il frutto di un lavoro che ha coinvolto attivamente tutte le associazioni LGBTI presenti nel territorio siciliano, che sono riuscite a promuovere una mediazione virtuosa tra i tre disegni di legge sul medesimo tema depositati all’ARS (La Rocca, Ferrandelli e Cracolici).

Tutti i passaggi del ddl in Commissione Affari Istituzionali sono stati visionati, concordati e avallati dal gruppo di associazioni che ha lavorato al disegno di legge, fino ad arrivare a un testo che è assolutamente positivo, moderno, rivoluzionario, e che rappresenta quasi il massimo di quanto una regione possa legiferare in materia di diritti civili. L'approvazione del ddl porrà la Sicilia all'avanguardia nello scenario nazionale: infatti, la parte antidiscriminatoria è ispirata dalla mirabile legge regionale ligure in materia di orientamento sessuale (che ha già ricevuto parere favorevole dalla Corte Costituzionale), mentre quello siciliano sarebbe il primo registro regionale delle unioni civili Italia.

A correzione di quanto erroneamente riportato da alcuni organi di informazione, le associazioni LGBTI siciliane auspicano, senza alcuna perplessità, che il DDL in questione venga approvato dall'ARS senza alcun emendamento. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il DDL e la sua calendarizzazione sono i frutti del nostro lavoro comune in concerto con le forze politiche e coi parlamentari le cui proposte hanno trovato sintesi nel testo attuale

Entrando in dettaglio, ci preme inoltre precisare anche che:

-  l’istituto delle Consigliere di Parità non è certo creato da questo DDL, che ne estende semplicemente le competenze anche ai casi di discriminazione motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;

 -  che non c’è alcuna contraddizione tra l’iscrizione al registro e l’articolo 4 del DDL che prevede la facoltà di nominare, con atto notorio, una persona che possa avere accesso all'assistenza sanitaria e alle informazioni del dichiarante, in quanto è data facoltà di nomina anche a chi non è iscritto al registro, ovvero è possibile nominare una persona diversa da quella con la quale ci si è iscritti al registro;


 Firmato

· Agedo Palermo - Associazione genitori di persone omosessuali
· Arcigay Ganimede Agrigento
· Arcigay Ragusa
· Arcigay Siracusa
· Associazione Omosessuale ARCI Articolo 3 Palermo “Salvatore Rizzuto Adelfio”
· Associazione Radicale Certi Diritti “David Kato Kisule”
· Comitato Provinciale Arcigay Palermo e Trapani
· Comitato Territoriale Arcigay QueeRevolution Catania, Enna e Caltanissetta
· Coordinamento Palermo Pride
· Famiglie Arcobaleno - Associazione Genitori Omosessuali
· Makwan Arcigay Messina
· Stonewall - Associazione d’iniziativa Gay, Lesbica, Bisex, Trans – Siracusa

giovedì 26 febbraio 2015

In calendiaro all'ARS il DDL antidiscriminazione

Da oggi all'ARS è inserita in calendario la discussione del ddl contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, alla cui elaborazione hanno partecipato le associazioni lgbt.

sabato 14 febbraio 2015

Il Tar blocca il Mous di Niscemi

di Simone Rubino - 13/02/2015

Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta storcerà il naso, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti pure. Il Tar di Palermo ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, contro la realizzazione del sistema radar Mous. Il sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare statunitense, in fase di realizzazione, secondo i giudici, sarebbe pericoloso per la salute dei cittadini.
I giudici hanno preso in considerazione l’analisi sulla pericolosità del Muos condotta da Marcello D’Amore. Il professore, verificatore nominato dal Tar dopo la presentazione del ricorso, è stato riconvocato il 16 aprile scorso «con lo specifico compito di integrare la precedente verificazione, estendendola allo studio dell’Istituto superiore di Sanità e alle osservazioni critiche dei due esperti Mario Palermo e Massimo Zucchetti», hanno spiegato i magistrati. Spiegando: «l’Iss si è basato su procedure di calcolo semplificate che non forniscono accettabili indicazioni nell’ottica del caso peggiore. Il verificatore afferma che le problematiche riguardanti la mappa del campo elettromagnetico irradiato dalle parabole satellitari del Muos in asse, fuori asse e in particolare in prossimità del terreno, il livello del campo elettromagnetico irradiato dalle antenne della base Nrtf nel breve e nel lungo periodo, i possibili effetti causati dall’interazione di aeromobili con il fascio del Muos sono trattate rispettivamente dall’Iss, dall’Ispra e dall’Enav in maniera non esaustiva e come tale suscettibile di ulteriori doverosi approfondimenti».
Sulla base dei documenti ora giudicati come insufficienti dal Tar, l’assessorato all’Ambiente della Regione basò il provvedimento di revoca della precedente revoca delle autorizzazioni, dando sostanzialmente il via libera alla realizzazione del Muos. Il giudizio del Tar però, ora, ha bloccato nuovamente tutto, perchè il Mous danneggerebbe la salute dei cittadini, come il movimento No Mous ha sempre denunciato.


fonte: http://www.nuovasocieta.it/

giovedì 5 febbraio 2015

Liberi di scegliersi. Call per l'elaborazione del logo di Articolo Tre


Liberi di scegliersi.
Call per l'elaborazione del logo di Articolo Tre Associazione omosessuale.
Piena libertà su forme, fantasie e colori

Articolo Tre, partner PYC, lancia un concorso di idee per l'elaborazione del nuovo logo di Articolo Tre. 
Articolo Tre, ass. omosessuale di Palermo, combatte la discriminazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali trans (lgbt) e lotta per il riconoscimento dei loro diritti. Dalla sua nascita (2006), Articolo Tre mette in campo un'attività di natura prevalentemente politico-culturale, che cerca di far emergere sempre più chiaramente il legame esistente tra la battaglia contro l'omofobia e la transfobia e tutte le altre vertenze - aperte dentro e fuori il paese - per il riconoscimento di diritti negati: il diritto al lavoro, allo studio, alla casa, alla parità di trattamento per donne e migranti. Per questo Articolo Tre ha sempre collaborato e continua a collaborare intensamente con movimenti e associazioni non lgbt, partiti, sindacati, istituzioni pubbliche e private. L'obiettivo è di diffondere maggiormente la consapevolezza che la lotta per i diritti lgbt – in quanto diritti umani – non riguarda solo le persone discriminate per orientamento sessuale e identità di genere, ma tutti gli uomini e le donne, a prescindere dalle loro convinzioni e condizioni personali. Articolo Tre, dal 2010, partecipa al Palermo Pride, inoltre è affiliata Arci e socia di Ilga, federazione mondiale di 1100 organizzazioni provenienti da 110 paesi che lottano per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali. Questa call per l'elaborazione del nuovo logo di Articolo Tre, mirando a coinvolgere il maggior numero di tutte e tutti voi, si inserisce perfettamente nell'orizzonte progettuale dell'Associazione.
Consulta il nostro blog: http://articolotrepalermo.blogspot.it/

Le proposte di logo dovranno:
- pervenire entro il 5 marzo 2015 agli indirizzi articolotrepalermo@yahoo.it e palermoyouthcentre@gmail.com
- essere accompagnate dal nome, cognome e recapito (telefonico e e-mail) degli ideatori;

Articolo Tre, assieme agli altri partner PYC, sceglierà il logo che parrà rappresentare al meglio ciò che è e fa Articolo Tre, ai suoi ideatori sarà assegnato un premio consistente in 50€ di consumazioni al PYC.
Chiediamo a tutte e tutti voi, che parteciperete alla call, di elaborare una bozza di logo che sia chiaro, di immediata riconoscibilità e che mantenga queste caratteristiche se sottoposto a tutti i possibili utilizzi nella rete (blog dell'associazione, FB e qualsiasi altro sito internet) e se apposto su qualsiasi supporto non informatico, per esempio su tessera, volantini, adesivi, banner, manifesti, locandine, carta intestata.

Requisiti minimi:
- logo vettoriale
- risoluzione 161x100 mm – 300 dpi
- formato PNG

giovedì 29 gennaio 2015

Cile, parlamento approva l'unione civile per coppie omosessuali

Riconosciuti diritti a condivisione beni, eredità e pensione


Michelle Bachelet
Santiago, 28 gen. (askanews) - Il parlamento cileno ha approvato oggi una legge sulla famiglia che riconosce l'unione civile delle coppie omosessuali.
L'"Accordo sull'Unione civile", fortemente sostenuto dall'opinione pubblica e frutto di quattro anni di negoziati, riconosce a coppie eterosessuali od omosessuali che vivono sotto lo stesso tetto senza essere sposate il diritto alla condivisione dei beni, all'eredità e alla reversibilità della pensione, e la possibilità di essere prese in carico dal sistema sanitario. Inoltre la norma prevede che, in caso di incapacità di uno dei genitori biologici, la cura dei minori venga affidata tenendo conto dell'interesse superiore del bambino, dando priorità al partner o ai parenti. Infine, i matrimoni omosessuali celebrati nei Paesi dove sono autorizzati verranno riconosciuti in Cile sotto il regime di questo accordo.
"Siamo felici che lo Stato riconosca per la prima volta che tutte le coppie dello stesso sesso possono anche creare una famiglia e che meritano tutele", ha commentato Luis Larraín, presidente della Fondazione per l'uguaglianza, organizzazione per la difesa dei diritti dei gay.
Una volta ratificata dal presidente Michelle Bachelet, la legge passerà al vaglio della Corte costituzionale prima di entrare in vigore. Un processo che dovrebbe durare circa sei mesi.
Il matrimonio omossessuale è riconosciuto in Argentina, Uruguay e Brasile, mentre Colombia ed Ecuador hanno riconosciuto le unioni civili. Paese conservatore, il Cile ha abolito nel 1999 una legge che puniva con il carcere gli omosessuali per "sodomia", mentre nel 2004 ha approvato la legge sul divorzio; rimane vietato l'aborto, in qualsiasi circostanza. (fonte Afp)


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sabato 24 gennaio 2015

Patente sospesa al giovane gay. Cassazione: deve avere molti più soldi

Danilo Giuffrida

Il ragazzo si era dichiarato omosessuale alla visita di leva e i sanitari dell’ospedale militare avevano chiesto alla Motorizzazione di sospendergli la patente di guida. La Corte d’appello gli aveva riconosciuto solo 20 mila euro. Per la Cassazione troppo poco

CATANIA - C’è stato «un vero e proprio comportamento omofobico» oltre che «intollerabilmente reiterato» da parte della pubblica amministrazione nella vicenda della patente sospesa a un giovane che si era dichiarato gay alla visita di leva. Per questo la Cassazione ha disposto che il giovane discriminato riceva un congruo risarcimento. 

Con la sentenza 1126 la Terza sezione civile ha accolto il ricorso di Danilo Giuffrida, 34enne catanese vittima di un «vero e proprio comportamento di omofobia», come ha sancito piazza Cavour disponendo un nuovo giudizio davanti alla Corte d’appello di Palermo che dovrà riquantificare, al rialzo, il risarcimento di 20 mila euro accordatogli in appello per la violazione della privacy e per la discriminazione sessuale.

I fatti

Danilo, alla visita di leva nel 2001 dichiarò la sua omosessualità all’ospedale militare di Augusta. Circostanza che venne trasmessa alla Motorizzazione che dispose un «nuovo esame di idoneità psico-fisica» sulla base del fatto che il giovane gay non avrebbe avuto i «requisiti psicofici» per poter guidare. Patente sospesa.

La battaglia legale

Giuffrida si rivolse così all’avvocato Giuseppe Lipera che iniziò la battaglia giudiziaria. Il Tar di Catania sospese il provvedimento, sostenendo che l’omosessualità «non può considerarsi una malattia psichica» e restituì l’idoneità di guida. Giuffrida presentò anche domanda di risarcimento danni ai ministeri della Difesa e dei Trasporti, ottenendo, in primo grado, un risarcimento di 100 mila euro. Troppi soldi a detta della Corte d’appello di Catania che, il 12 dicembre 2010, ridusse la somma a 20 mila euro. Oggi la Suprema Corte ha disposto un nuovo processo d’appello, sostenendo che 20 mila euro sono troppo pochi per una vittima di omofobia.

La strigliata

Nel riaprire il caso affinché la vittima ottenga un equo risarcimento e non una «miseria» rispetto a quanto patito, la Cassazione bacchetta la decisione d'appello. «Nonostante il malaccorto tentativo della Corte territoriale di edulcorare la gravità del fatto, riconducendola ad aspetti endo-amministrativi», è innegabile - scrive la Suprema Corte - che «la parte lese sia stata vittima di un vero e proprio (oltre che reiterato) comportamento di omofobia». È quindi certa «la gravità dell'offesa», fatto rilevante per la quantificazione del danno.

Danilo: è la vittoria della giustizia

«È la vittoria della giustizia, nella quale ho sempre creduto. Ma non è la mia personale, ma di tutta la comunità: sarebbe potuto accadere a chiunque». Così, con l'Ansa, Danilo commenta la decisione che apprende al telefono dal cronista: «Ma è vero? Non ci posso credere...», sono le sue prime parole, rotte da un singhiozzo di commozione». Da 15 anni vive con lo stesso compagno, ma «all'inizio è stata dura», afferma. «Sono stato fortunato - sottolinea - perché ho una famiglia eccezionale, che mi vuole bene e mi ha sempre difeso». Al di là dell' esito, «non è pentito» dall' aver intrapreso l'azione legale: «La mia - spiega - è una battaglia per la libertà e la democrazia, e non contro alcuno, ma contro i pregiudizi. Per questo sono contento di avere fatto ricorso, tanto che lo rifarei ancora...».

fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/

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Pubblichiamo la sentenza:

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE - SENTENZA 22 gennaio 2015, n.1126 - Pres. Segreto – est. Travaglino
Le ragioni della decisione
Il ricorso è pienamente fondato.
Con il primo ed unico motivo, si denuncia omessa e in ogni caso contraddittorietà e insufficienza della motivazione, illogicità e palese erroneità con cui la Corte di appello ha ritenuto di disporre e quantificare il danno morale liquidato al sig. G., fatto certamente controverso e decisivo del giudizio. Il motivo deve essere accolto in ogni sua giuridica articolazione.
In ossequio al principio di autosufficienza, parte ricorrente riporta testualmente (folio 7 del ricorso) il passo della motivazione della sentenza di primo grado (sentenza ritenuta invece dalla Corte etnea 'del tutto priva di riscontro motivazionale') che, ben più accortamente e approfonditamente rispetto alla grave situazione di vulnus arrecato alla propria identità sessuale subita dal ricorrente, aveva evidenziato come 'il comportamento delle due amministrazioni ha gravemente offeso e oltraggiato la personalità del G. in uno dei suoi aspetti più sensibili e ha indotto nello stesso un grave sentimento di sfiducia nei confronti dello Stato, percepito come vessatorio, nell'esprimere e realizzare la sua personalità nel mondo esterno'.
Né è lecito trascurare o sottovalutare la circostanza per cui il diritto costituzionalmente tutelato alla libera espressione della propria identità sessuale sia stato espressamente ascritto da questa Corte di legittimità al novero dei diritti inviolabili della persona di cui all'art. 2 Cost., quale essenziale forma di realizzazione della propria personalità (Cass. 16417/2007), mentre, sul versante della tutela penale, si è ritenuta necessaria una effettiva e realmente afflittiva tutela repressiva con riguardo al reato ingiuria (onde la ritenuta e patente illegittimità della sentenza di merito che edulcori e svilisca la portata lesiva del termine 'frocio', come affermato da Cass. pen. 24513/2006).
Né va dimenticato che il diritto al proprio orientamento sessuale, cristallizzato nelle sue tre componenti della condotta, dell'inclinazione e della comunicazione (cd. coming out) è oggetto di specifica e indiscussa tutela da parte della stessa Corte europea dei diritti dell'uomo fin dalla sentenza Dudgeon/Regno unito del 1981.
Nella specie, nonostante il malaccorto tentativo della Corte territoriale di edulcorare la gravità del fatto, riconducendola ad aspetti soltanto endo-amministrativi, non pare revocabile in dubbio che la parte lesa sia stata vittima di un vero e proprio (oltre che intollerabilmente reiterato) comportamento di omofobia.
La gravità dell'offesa, requisito la cui indubbia rilevanza ai fini della quantificazione del danno si desume, sia pur e contrario, dalle stesse sentenza delle sezioni unite di questa Corte dell'11 novembre 2008, appare pertanto predicabile, nella specie, con assoluta certezza.
Quanto alla pretesa e silente 'circoscrivibilità' dell'effetto espansivo del danno, è del tutto contraddittoria la motivazione della sentenza impugnata nella parte in cui la riconduce alla sola conoscenza (e alla presunta quanto indimostrata discrezione) dei soggetti pubblici che, dapprima all'ospedale militare, poi in seno alla commissione per la motorizzazione, si erano occupati del caso.
La stessa instaurazione di un procedimento civile e la conseguente conoscenza e conoscibilità pubblica della vicenda smentisce in radice tale assunto, senza che, in contrario, valga osservare (come si legge nelle difese dell'Avvocatura) che, a rendere pubblico il caso in maniera eclatante 'è stato l'attore' - il che equivale a sostenere che la eclatante pubblicità del caso si sarebbe evitata rinunciando all'esperimento dell'azione giudiziaria, così impedendone la diffusione, la rilevanza, l'eco delle cronache nazionali e internazionali che ne sono seguite.
Deve essere viceversa rigettato il ricorso incidentale del Ministero delle infrastrutture che lamenta il proprio difetto di legitimatio ad causam per essere state le competenze in tema di trasporti (e quindi di patente di guida) trasferite alla regione Sicilia per effetto del D.lgs. 296 del 2006.
Se è corretta in punto di diritto l'affermazione secondo la quale il difetto di legitimatio ad causam è rilevabile, anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo, non è meno vero che, sul punto, si era ormai formato il giudicato esterno, essendo divenuta definitiva la sentenza del Tar Sicilia/Catania pronunciata proprio nei confronti dell'odierno ricorrente incidentale, avente ad oggetto la medesima questione.
La formazione di un giudicato esterno implicito sulla perdurante legittimazione del Ministero impone, pertanto, il rigetto del relativo ricorso.
P.Q.M.
La Corte, riuniti i ricorsi, accoglie quello principale, rigetta l'incidentale, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione, alla Corte di appello di Palermo.